Giovedì, 02 Maggio 2019 19:32

UNO MAGGIO LIBERI E PENSANTI/ 4 Antonio Diodato “La gioia più grande? Vedere i ragazzi dare la sveglia ai genitori!” In evidenza

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di Andrea Loiacono 

Direttore artistico insieme a Roy Paci, con il quale ha partecipato all’edizione di Sanremo 2018, Antonio Diodato commenta con i giornalisti  l’importante successo che anche quest’anno ha riscosso la sesta edizione dell’Uno Maggio Taranto: “Crediamo che da un palco come questo sia importante lanciare dei messaggi importanti. Ci teniamo a ringraziare tutti gli artisti che vengono gratuitamente e ci aiutano a creare una sorta di cassa di risonanza per amplificare la nostra voce. C’è tutta un’Italia che a noi piace rappresentare sul nostro palco. I nomi di Mimmo Lucano e Ilaria Cucchi sono esempi di lotta che speriamo possano ispirare tutti noi. Sono contentissimo che sia venuto qui Max Gazzèperché era da diversi anni che ci sentivamo con lui per questo evento. Anche Malika Ayaneci è sempre stata vicino e quest’anno finalmente è riuscita a venire. Vinicio Capossella ormai sono diversi anni che è tarantino a tutti gli effetti. Poi, c’è una scena musicale molto giovane; basti pensare a cantanti come Maria Antonietta. A noi piace cercare di mettere sotto la luce dei riflettori anche progetti che meritano attenzione. Oggi il nostro palco fa anche da trampolino di lancio per la manifestazione del 4 maggio; abbiamo visto dei ragazzi giovanissimi che stanno scuotendo i loro genitori dando loro la sveglia e questa per noi è la più grossa conquista di oggi. C’è una popolazione giovane che non ha più voglia di sottostare a questi ricatti. Taranto è una città tradita dall’attuale governo e da quelli passati, dalle promesse non mantenute. Da una parte, non mi sento di biasimare coloro che hanno creduto a queste promesse perché la disperazione porta a questo. Dobbiamo cercare di essere più uniti possibile pur avendo punti di vista diversi. Ci vuole una visione alternativa di questa città. A mio avviso l’Ilva è un’azienda vecchiotta. Senza ammodernamento degli impianti non credo farà molta strada. C’è ancora tanto da fare, bisogna continuare ad essere testardi. Ci sono tanti momenti di scoramento; non sempre la città risponde bene. La città è pigra, mi aspetto di vedere una Taranto arrabbiata. Sono vicino a tutte quelle persone che non hanno un lavoro o lo hanno perso, come accade anche all’interno della fabbrica. Cerco di dare il mio contributo per tutti loro, perché credo nella capacità di rinascita di una città che non può avere il più alto tasso di disoccupazione.”

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