Mercoledì, 24 Aprile 2019 06:56

Associazione Marco Pannella:Taranto ultima nelle classifiche degli investimenti e prima per recessione In evidenza

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Non siamo - dicono dall'Associazione - tra quelli che piegano i dati alla politica. Viceversa.  Lottiamo, a partire dai dati ambientali ilva, affinché si stabilisca sempre la verità. Le due classifiche pubblicate domenica dal Sole24ore e martedì dalla Stampa pongono Taranto rispettivamente all’ultimo e al primo posto in assoluto. Taranto infatti chiude la classifica del sole per investimenti, mentre è al primo posto nella classifica inps della recessione.  Due classifiche preoccupanti su cui la politica è l'associazionismo locale tacciono e cui non basterà la visita dei ministri per far scalare posizioni. Queste infatti sono tecnicamente il risultato del piano dimaio su Ilva.  
Quello firmato dai sindacati il 6 settembre 2018 perché Gliel’ha chiesto Michele Emiliano (parole del governatore che nessuno ha smentito). Il piano Calenda non prevedeva questo. Forse qualche decina di disoccupati in più (non oltre) fra tre anni, ma certamente i 1800 cassintegrati di oggi sarebbero tutti stati assunti (dalla newco Taranto partecipata da Invitalia).  Mentre oggi non sono assunti neppure i 300 che per obbligo di contratto dovevano essere riassorbiti da ilva in as, e a tal riguardo nel silenzio generale rispetto alla violazione di contratto, l’unica cosa detta sono le parole dei commissari in audizione alla camera “non li assumiamo perché ancora non sappiamo dal mise la destinazione delle aree escluse”. Quindi una responsabilità diretta di Dimaio. 
Al pari di quei sindacati che hanno preferito firmare il suo contratto perché politicamente convinti che la cassintegrazione sia occupazione. Queste cose avremmo detto a Dimaio, ribadendo che dagli ultimi dati arpa, asl, ispra, e iss, pubblicati dal Comune non vi è alcun pericolo sanitario dal 2012, se fossimo stati invitati alla riunione da lui convocata con le associazioni ambientaliste. Ma si è scelto non sappiamo con quale criterio quali siano le associazioni ambientaliste e quali no. Come se il marchio verde impedisse a tutte le altre senza bollino, al pari dei partiti, di occuparsi della vita di ciascuno. Ad ogni modo stigmatizziamo ogni minaccia di protesta, manifestazione, tafferuglio o invettiva contro i ministri domani presenti. 
E gradiremmo non si dica che la città  di Taranto non ha accolto i ministri. 
Se qualcuno preferisce ancora queste forme violente di manifestazione del non pensiero e del non dialogo, la maggioranza della città, ha dimostrato di volere altro. Anche se in silenzio. A Taranto - concludono dall'Associazione Marco Pannella - c’e gente che sa accogliere, pensare e discutere anche con chi la pensa e agisce diversamente, o semplicemente ha cambiato idea perché avevamo ragione noi. 
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