Sabato, 19 Gennaio 2019 05:12

Taranto/ IISS Archimede Falanto:seminario su “Quale istruzione per quale lavoro”. In evidenza

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PATRIZIA CAPOBIANCO (nella foto), Dirigente dell’Istituto: “importante attivare sinergie sul territorio“.

Lavoro, competenze, formazione, digitalizzazione, nuovi processi produttivi, politiche attive, buone pratiche sono stati i principali temi di cui si è discusso stamattina nell’ambito del seminario “Quale Istruzione per Quale Lavoro”.

Un percorso di orientamento pensato dall’IISS Archimede-Falanto per gli studenti che stanno per concludere il proprio ciclo di studi e per coloro che stanno per intraprenderlo e come indispensabile momento di riflessione per tutta la comunità circa il ruolo fondamentale che la scuola, oggi molto più che in passato, è chiamata a svolgere per l’inserimento dei più giovani nel mondo del lavoro. L’incontro, organizzato presso la Cittadella delle Imprese a Taranto, si è aperto con il saluto del Dirigente Scolastico dellArchimede-Falanto, Patrizia Capobianco, che ha subito posto l’accento sull’importanza delle sinergie da attivare sunostro territorio non solo perché si semplifichi la fase di transizione scuola-lavoro, in cui ci si trova a verificare l’adeguatezza delle competenze acquisite nel percorso formativo, ma anche per valorizzare il territorio stesso che sta provando a rilanciarsi dopo una lunga stasi. 

Di apertura delle aziende locali in tale direzione, ha parlato Salvatore TomaPresidente della Sezione Tessile, Moda e Abbigliamento di Confindustria Taranto e Confindustria Puglia.Nei prossimi anni andranno in pensione moltissimi lavoratori del settore moda e non sarà semplice sostituirli perché al momento mancano molte delle professionalità richieste. Per questo motivo – ha spiegato Toma – è fondamentale sensibilizzare, sin dallescuole medie, gli studenti verso la formazione professionale e tecnica. 

Legame con il territorio, dunque, e valorizzazione ad esempio tramite i due nuovi indirizzi scolastici proposti dall’Archimede-Falanto“Pesca commerciale e produzione ittica” e “Gestione delle acque e risanamento ambientale”, che si affiancano alla già variegata offerta dell’Istituto  (Manutenzione e assistenza tecnica, Industria e artigianato per il “Made in Italy”, Informatica e telecomunicazioni, Elettronica ed elettrotecnica, Trasporti e logistica (Ex Nautico). 

Ad illustrare le enormi potenzialità dei due nuovi indirizzi è intervenuta Elena Gaudio, del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR, che ha sottolineato l’enorme richiesta, innanzitutto in un territorio come quello ionico legato a doppio nodo al suo mare, di figure professionali esperte nell’organizzazione della pesca e, allo stesso tempo, in grado di sostenere le attività delle filiere produttive e commerciali in maniera propositiva, innovativa e sostenibile, come anche nell’ambito della tutela e della gestione  delle risorse idriche e, quindi, ambientali.

Ancora il mare è stato protagonista della relazione di Annamaria Morgese, Risorse Umane -Fincantieriche ha posto l’accento anche sulle soft skills, quelle competenze trasversali che riguardano le capacità comportamentali e relazionali di ogni individuo, frutto del background di ogni individuo, oltre che della propria personalità. Sapersi integrare facilmente in un nuovo gruppo di lavoro, essere capaci di lavorare in team creando un ambiente produttivo e armonioso, sono competenze particolarmente apprezzate da Fincantieri, principale costruttore navale del mondo occidentale, presente con cantieri e joint venture in quattro continenti, e alla ricerca di personale da assumere, ad esempio, come progettista, controller di stabilimento o tecnico di progettazione. 

Ed è proprio a scuola, si sa, che lo studente costruisce il suo bagaglio di competenze specifiche ma anche trasversali. Su questo aspetto della formazione ha più volte richiamato l’attenzione Fabio Mancinimoderatore del dibattito e docente di letteredell’Archimede-FalantoMa la presenza massiccia dei nuovi media e delle tecnologie della comunicazione, divenuti nel tempo anche strumenti di apprendimento, ha radicalmente modificato le domande che i ragazzi pongono alla scuola. Così come è mutato il rapporto tra i ragazzi e il mondo del lavoro, a causa di rapidi cambiamenti come la scomparsa del “posto fisso”, l’avanzarsi deiconcetti di flessibilità e precarietà agli inizi della carriera professionale, le incertezze sul futuro pensionistico. 

Giovanni Fanelli, responsabile del Talassografico “A. Cerruti” sede di Taranto del Cnr  Irsa, nel suo intervento al Seminario ha, infatti, proposto una riflessione al contrario, circa la possibilità di vedere le attuali problematiche riguardanti l’inserimento nel mondo del lavoro come preziose opportunità. A Taranto, ad esempio, il rilancio del territorio offeso dall’inquinamento può rappresentare un’occasione di svolta con attività di bonifica, monitoraggio, gestione sostenibile connesse, infine, anche al turismo culturale e ambientale. Tutto in nome della ricerca di personale tecnico specializzato che ha di certo interesse per le discipline d’indirizzo, ma ha a cuore anche il patrimonio di tradizioni e la cultura della propria terra. 

Alfredo TogliaAmministratore delegato INFOTEL S.R.Lha, infatti, parlato ai numerosi studenti intervenuti al seminario e ai docenti accompagnatori, proprio della digital transformationdefinita come l’insieme di cambiamenti prevalentemente tecnologici, ma anche culturali, organizzativi, sociali, creativi e manageriali associati alle applicazioni di tecnologia digitale, che investono tutti gli aspetti della società umana. Perché il futuro è qui e ora e si costruisce proprio attraverso il cambiamento culturale, di leadership, di pensare diverso e attraverso nuovi modelli di business.

Letto 225 volte Ultima modifica il Sabato, 19 Gennaio 2019 05:36