Domenica, 02 Dicembre 2018 07:56

LAVORO/ ASSESSORE SEBASTIANO LEO:30 milioni di euro per la stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili e proroga dei formatori presso i Centri Per l’Impiego pugliesi In evidenza

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DUE PROVVEDIMENTI PER LAVORATORI CHE OPERANO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

 

"La riunione di Giunta, su mia proposta, - ha sottolineato l'Assessore al Lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo - ha approvato due delibere importanti e molto attese da quella platea di lavoratori precari che operano nella Pubblica Amministrazione e cioè la ratifica della Convenzione firmata tra Regione Puglia e Ministero del Lavoro per il piano di incentivazione alla stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili e la proroga delle attività degli operatori della Formazione Professionale impegnati presso i Centri per l'Impiego.

La Convenzione con il Ministero del Lavoro prevede il trasferimento di risorse per 30 milioni di euro da utilizzare, entro il 2020, per la stabilizzazione degli LSU in servizio presso le Pubbliche Amministrazioni pugliesi. È una somma importante che va ad aggiungersi ai 6 milioni di euro stanziati direttamente da Regione Puglia. Con il Piano di incentivazione alla stabilizzazione degli LSU abbiamo raggiunto risultati straordinari: dal 2016 ad oggi abbiamo stabilizzato circa 130 lavoratori e abbiamo favorito l'esodo volontario di altri 50. La platea degli LSU in Puglia si è quindi ridotta del 30%, da 1029 lavoratori a 720 circa. Ogni Ente può usufruire di incentivi alla stabilizzazione degli LSU fino a 60mila euro per ciascun lavoratore e siamo certi che, da qui al 2020, riusciremo a stabilizzarne molti altri. Dare sicurezza a questi lavoratori è una delle priorità politiche del mio mandato”.

 

Nella Giunta di ieri abbiamo inoltre prorogato le attività dei professionisti della formazione che lavorano presso i Centri per l'Impiego fino alla data di giugno 2019, istituendo anche un nuovo capitolo di bilancio appositamente dedicato e su cui abbiamo impegnato risorse per 6,5 milioni di euro. Era importante dare una prospettiva a questi operatori, ma anche ai CPI che, con un organico di 391 persone a fronte delle oltre 800 necessarie per svolgere in modo puntuale ed efficiente servizi complessi, attraversano una delicata fase di transizione dalle Province a Regione.

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