Mercoledì, 21 Novembre 2018 16:09

GIORNATA INFANZIA / “Diritto alla voce” dall’Unicef Sos per la salute dei bambini di Taranto In evidenza

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”Diritto alla voce” è il titolo della manifestazione con cui Unicef Italia ha celebrato a Taranto l’evento conclusivo nazionale della Giornata per i diritti dell’infanzia insieme alla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (Isbem), l’Ordine dei medici di Taranto, Confassociazioni e l’Ordine nazionale dei geologi. Presente a Taranto Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. Si è discusso in questa giornata anche “dei danni procurati all’ambiente e alla salute dall’attività dello stabilimento Ilva”, dallo scorso 1 novembre passato nelle competenze della nuova società Arcelor Mittal Italia, “e dei diritti negati ai bambini di Taranto, che, per mesi, non hanno potuto recarsi a scuola nelle giornate particolarmente ventose (i cosiddetti “wind days”) o giocare all’aria aperta”. “Fino al suo ridimensionamento produttivo indotto dall’azione della Magistratura di Taranto - é stato osservato -, l’Ilva immetteva in atmosfera il 92% della diossina – sostanza classificata dall’International Agency for Research on Cancer (Iard) come cancerogeno certo per l’uomo - prodotta in Italia da grandi impianti”. Secondo Prisco Piscitelli, epidemiologo Isbem, “il via libera finale del Governo sulla questione Ilva”, il riferimento è all’accordo al Mise con Arcelor Mittal Italia, “deve rappresentare un nuovo punto di partenza per mettere attorno a un tavolo tutti gli attori del progresso scientifico e tecnologico perché oggi produrre acciaio in modo pulito è possibile oltre che doveroso. Arrivare a questo - afferma Piscitelli - significa trovare il punto di equilibrio tra il diritto al lavoro e quello alla salute e all’ambiente, a tuttoggi ancora negati ai tarantini”.Secondo Alessandro Miani, presidente Sima, “prima del ridimensionamento produttivo dello stabilimento, gran parte degli idrocarburi policiclici aromatici emessi in atmosfera in tutta Italia era prodotta dall’Ilva. Idrocarburi cancerogeni certi per l’uomo - dichiara Miani -, così come i metalli pesanti e le altre emissioni dei camini Ilva che sono obbligati a respirare tutti gli abitanti di Taranto. E quando le problematiche ambientali arrivano a interessare la salute dei bambini, determinando incrementi di malattie respiratorie come nel capoluogo pugliese, non si può non prendere posizione”.

A margine della giornata Unicef a Taranto, si registra anche una dichiarazione del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, per il quale “stiamo collaborando da due anni con l’Organizzazione Mondiale della Sanità sul piano di decarbonizzazione proposto dalla Regione Puglia. Crediamo fermamente - sostiene Emiliano - che il diritto alla salute non può essere secondario ad altri diritti, come ha ribadito l’ultima sentenza della Corte Costituzionale su Ilva, da cui, oramai, sono passati sei mesi senza nessun effetto e, soprattutto, senza che si pervenisse a quel bilanciamento richiesto dai giudici costituzionali tra diritto alla salute e all’ambiente salubre con il diritto al lavoro che è stato, sempre secondo i giudici, reso tiranno rispetto agli altri diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione della Repubblica”. In mattinata il portavoce di Unicef Italia, Iacomini, è stato nel rione Paolo VI dove ha incontrato i ragazzi della scuola Falcone. Che, si legge in una nota, “hanno cantato, ballato e giocato per richiedere i propri diritti. I giovani alunni hanno preparato un piccolo book con i loro diritti, riscritti con le loro parole. Lo hanno dedicato alla loro compagna che combatte ancora tra la vita e la morte a causa di un terribile episodio che ha visto protagonista il padre. Ed è anche in suo nome che i bambini hanno vissuto questa giornata con allegria”. Si tratta della piccola che fu lanciata dal padre dal balcone di un’abitazione al terzo piano riportando gravi lesioni. La bambina, dopo aver subito alcuni interventi chirurgici nell’ospedale di Taranto, da alcune settimane è stata trasferita a Roma.

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