Sabato, 17 Novembre 2018 18:50

QUI COMUNE TARANTO/ La maggioranza sale a 17 se firma Ciraci si va a 18, il sindaco Melucci verso la revoca delle dimissioni In evidenza

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Adesso il sindaco ha riconquistato i 17 voti che aveva, ma questo, come lo stesso Melucci ha dichiarato qualche giorno fa, è sì condizione necessaria ma non sufficiente per proseguire il mandato. Melucci vuole ampliare la maggioranza e renderla meno risicata rispetto all’attuale livello, minimo, di oggi. E così, ricomposta la coalizione, oggi stesso il sindaco ha allargato il giro al di fuori della sua maggioranza. Il primo incontro lo ha avuto col consigliere Mimmo Ciraci. Che per ora non ha firmato, come gli altri, il documento proposto dal sindaco. Il colloquio, tuttavia, lascia intravvedere margini positivi. Se Ciraci firmasse, si salirebbe a 18 consiglieri su 32. A proposito dell’incontro tra il sindaco e Ciraci, il Comune di Taranto fa sapere, attraverso una nota, che “si è registrata una solida convergenza sugli aspetti programmatici cari all’amministrazione, in un clima costruttivo per la città che per altro si manifesta informalmente già da alcuni mesi. Il sindaco - si evidenzia - ha speso parole di apprezzamento per il senso di responsabilità del consigliere Ciraci, oltre ogni appartenenza partitica, ciò che davvero interessa i cittadini. Le parti - si rende noto - torneranno presto a riunirsi per definire un eventuale percorso di maggiore aderenza alla vita dell’attuale maggioranza di Palazzo di Città”.A proposito dell’ampliamento della maggioranza, i consiglieri oggi interpellati dal sindaco hanno espresso orientamento positivo. Palazzo di Città, in relazione ai gruppi “Taranto Bene Comune”e “Taranto Futuro Prossimo”, fa sapere che “i consiglieri Vittorio Mele, Piero Bitetti e Mimmo Cotugno hanno sottoscritto il documento che rilancia una nuova maggioranza per il sindaco”. E anche i consiglieri Cisberto Zaccheo per il Psi e Dante Capriulo di “Per-Taranto”, si comunica, “si sono resi disponibili per il consolidamento e l’allargamento della attuale maggioranza, fermi restando i valori politici propri dell’attuale amministrazione”. Infine, sì anche dalla consigliera Gina Lupo a “questa nuova fase politica del civico ente”. A pochi giorni dalla scadenza della data (22 novembre) entro cui deve decidere definitivamente se confermare o revocare le dimissioni annunciate l’1 novembre e presentate il giorno dopo al segretario generale del Comune, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, del Pd, è al lavoro per verificare se e come proseguire l’attività. E quindi ritirare le dimissioni. Ipotesi, questa, che prende sempre più quota, così come prende quota un allargamento della maggioranza. Oggi il sindaco dimissionario ha incontrato diversi consiglieri comunali, i quali hanno sottoscritto il nuovo documento programmatico proposto che da un lato focalizza le priorità dell’amministrazione e dall’altro costituisce il presupposto per la ripresa, su nuove basi, dell’attività dopo questi giorni di fermo. Il sindaco, in particolare, si è visto con tutti i consiglieri che costituivano l’ultima maggioranza, fatta da 17 consiglieri su 32. Tutti hanno firmato il documento e indicato, a loro volta, problemi e situazioni sui quali l’esecutivo comunale dovrebbe rivolgere la sua attenzione. Al termine di questi incontri, Melucci ha conseguito un primo obiettivo: ricostruire la maggioranza a 17. Maggioranza che il 31 ottobre era venuta meno in occasioni delle elezioni per la presidenza della Provincia di Taranto. In quella sede, infatti, Melucci che, su indicazione del Pd e del centrosinistra, era stato candidato a guidare anche la Provincia di Taranto, aveva ottenuto solo 15 voti dai consiglieri comunali tarantini. Fu così sconfitto dal suo antagonista, Giovanni Gugliotti, sindaco di Castellaneta, sul quale si sono riversati anche voti del Pd e del centrosinistra. Trovandosi con due voti in meno rispetto alla maggioranza, Melucci ne ha quindi preso atto e si è dimesso, parlando di segnale politico molto chiaro venuto dalle elezioni provinciali. Più duro era stato il Pd di Taranto che aveva parlato di “tradimento politico” avallato dal governatore di Puglia, Michele Emiliano, che, secondo l’accusa, avrebbe orientato il voto per Gugliotti e non per Melucci, anche a seguito della rottura dei rapporti fra i due dopo le elezioni di marzo.(AGI) 

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