Martedì, 23 Ottobre 2018 15:28

Un interessante articolo dove si parla anche del Porto di Taranto.

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Su www.themeditelegraph.it, sezione Shipping del quotidiano Secolo XIX, è riportato un articolo che parla dei Piani organici dei Porti, riportando un cosiddetto “caso Taranto. Di seguito il link dell’articolo ed il suo contenuto integrale.

http://www.themeditelegraph.it/it/shipping/shipowners/2018/10/22/giallo-dei-piani-dell-organico-porto-focus-QqIuO8z6Z40TzwKAD7oOjO/index.html

Testo integrale dell’articolo.

Genova - Ognuno fa come gli pare. In fondo le linee guida comuni non ci sono (le avrebbe dovute diramare il ministero) e così le Authority portuali vanno in ordine sparso. «Io l’ho sempre chiesto, in ogni sede: serve una cabina di regia, anche per rendere omogenei i criteri» spiega Andrea Appetecchia, l’uomo delle ricerche e della analisi di Istituto Superiore di Formazione e Ricerca sui Trasporti. Sul piano dell’organico porto invece il governo sta alzando bandiera bianca. La volontà politica è cambiata, da Delrio a Toninelli, e manca personale negli uffici. Così alcune Authority hanno preferito fare con le risorse interne, altre affidandosi a consulenze e poi c’è il caso Taranto. 

Il piano organico porto è fondamentale per capire lo stato dell’arte del lavoro sulle banchine e la sua evoluzione nel periodo dei prossimi tre anni. A Genova, ad esempio, serve anche per capire il futuro della Culmv. Anche per i presidenti dei porti è un passaggio importante: è inserito negli obiettivi da raggiungere per ottenere i premi sullo “stipendio”. E così adesso molti hanno fretta. I termini erano già stati prorogati, forse arriverà un ulteriore slittamento della presentazione, ma la scadenza al momento è per la fine dell’anno. 

Chi ha scelto di scrivere il piano organico porto con i propri dipendenti (come ha fatto La Spezia, prima Authority a inviare il piano al ministero) lo sta facendo in economia: basta un questionario e una domanda ai terminalisti: «Assumerete da qui a tre anni nuove unità di personale?». Facile, ma non esattamente dettagliato, come spiega Appetecchia. 

Molti si avvalgono di consulenti che per aiutare i propri dipendenti il percorso. In questo caso l’amministrazione pubblica deve sostenere un costo, che spesso non va oltre le poche decine di migliaia di euro. 

E poi c’è il caso Taranto. L’Authority pugliese ha deciso di bandire una gara perchè, come scritto nei documenti pubblicati on line, non esistono le risorse interne in grado di scrivere il documento. Così prima ha individuato 5/6 soggetti che potessero redigere il piano dell’organico del porto all’interna di una lista “certificata” dalla pubblica amministrazione, il Mepa: «Non abbiamo sorteggiato» spiegano dall’ente. 

Tra questi sono stati scelti «con una procedura che ci ha permesso di andare più velocemente, pur rimanendo dentro le disposizioni delle legge» come spiega il segretario generale Fulvio Lino Di Balsio, «i principali consulenti del mercato: Deloitte, Pwc, e Ernst & Young ad esempio». Il valore della gara è di 100 mila euro. Una cifra che non è passata inosservata, visto che gli altri porti hanno speso anche 10 volte meno. Anche la velocità con cui l’Authority ha affidato l’incarico, è sembrata inusuale rispetto ai tempi sempre biblici degli enti pubblic i Il segretario ribadisce di aver scelto il percorso più celere, mentre sulla cifra «bisogna considerare che dentro c’è anche la formazione che partirà all’inizio del 2019». 

C’è poi un ulteriore passaggio che ha fatto parlare radio banchina a lungo negli scorsi giorni: Fulvio Di Blasio ha lavorato sino a maggio dell’anno scorso per Ernst Young, la società che alla fine si è aggiudicata («con uno sconto del 10/15%» spiega il segretario generale) la gara indetta dall’Authority: «Non c’è nessun problema di opportunità: è il mercato - spiega Di Blasio - Ey è una delle principali società di consulenza al mondo. E poi, in quanto responsabile anche dell’Anticorruzione, io non posso nè partecipare nè firmare nulla». Le offerte arrivate sarebbero state «diverse» come spiega il segretario. 

AGGIORNAMENTO

Il segretario generale del porto Taranto «dopo opportuna verifica» segnala che «è in effetti pervenuta una sola offerta, motivo ulteriore di celerità nell’aggiudicazione». 

Non solo. Il numero due dell’Authority spiega che il 12 settembre una gara con 10 società invitate più tutte quelle dell’albo fornitori, andò deserta. Per questo ci siamo orinetati su una procedura ristretta»

Letto 79 volte Ultima modifica il Martedì, 23 Ottobre 2018 15:47