Martedì, 02 Ottobre 2018 04:08

IL CONTRIBUTO/ “Taranto, la città delle False Promesse” In evidenza

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Riceviamo e pubblichiamo una nota di Federico Greco Coordinatore provinciale LIBERTAS.

Come coordinatore provinciale di Libertas, non posso non esimermi dal commentare ciò che accade nella mia città di origine. Città nella quale ho vissuto sino all’ età di 32 anni e che quotidianamente frequento per lavoro. L’era Mittal è iniziata pochi giorni fa e niente va bene. Oramai è sotto gli occhi di tutti quanto accaduto riguardo all’ annoso problema di Ilva, campagne elettorali  basate sulla menzogna di chiusura dello stabilimento per racimolare voti dei cittadini esasperati  da anni di abbandono sia della Sinistra, che a Riva ha regalato lo stabilimento, sia di un Centro destra che ha sempre rimandato le attuazioni dell AIA.  In seguito arriva il “partito del cambiamento” che non fa altro se non dimenticare le promesse elettorali e creare ancora più danni. Infatti a Taranto ci saranno 3100 esuberi, al contrario di Genova, concedendo una immunità penale, amministrativa e civile ai dirigenti della nuova proprietà e per di più si permetterà loro, di fatto, di aumentare la produzione. Molti dei dipendenti in esubero, staranno in cassa integrazione per almeno 7 anni a carico dei contribuenti italiani per un costo complessivo che, insieme agli incentivi, arriva ad oltre 400 milioni di euro. Per non parlare, poi, di 1,4 miliardi persi sino ad oggi dall’Ilva in Amministrazione straordinaria. A parte le perdita per la bassa produzione, oggi ferma a 4,4 milioni di tonnellate. A voler aggiungere criticità alle criticità, non si hanno certezze dei pagamenti alle aziende, già penalizzate da precedenti inadempienze, e si continuano ad ignorare tre punti cardini della nostra Costituzione che garantiscono salute, lavoro e ambiente. Se, ad esempio, leggiamo le esternazioni a mezzo stampa dell’azienda appaltatrice dei lavori, anche le coperture dei parchi minerali non potranno essere ultimate nel 2019. Il nodo “Sicurezza” per la salute pubblica è ancora tutto da sciogliere. Il Governo continua, come i precedenti, ad ignorare le richieste fondate che giungono da più parti. Inoltre, a tutti i rischi per la salute, i bambini del rione Tamburi soffrono altri disagi vista la presenza del Radon all’interno di alcune scuole. E’ davvero paradossale! Cosa si fa nei giorni detti wind-day? Si dovranno  chiudere le finestre e respirare il gas all’ interno delle aule o si dovrà respirare a pieni polmoni ciò che il vento porta all’ interno delle aule?  Inoltre il gas Radon si crea dal deperimento chimico dell’ uranio quindi oltre a sopportare inquinamento ambientale derivante dello stabilimento i bambini sono stati esposti a radiazioni ? Cosa è stato utilizzato durante la costruzione delle scuole che conteneva uranio? O comunque, come ci è finito l’uranio all’interno delle scuole? Tutte domande che il gruppo politico Libertas rivolge al Sindaco Melucci, ma anche alla Provincia e al suo Presidente Tamburrano, visto che molti edifici scolastici sono di proprietà della Provincia.  Sino ad ora, non è chiaro ed ufficiale, quali controlli siano stati effettuati. Oltre al rilevamento del Radon, divenuto obbligatorio in luoghi pubblici e di lavoro, sono stati fatti rilevamenti per controllare radiazioni nucleari? Esigiamo risposte immediate in difesa della salute dei bambini che frequentano le scuole ma anche del corpo docente che in quegli ambienti devono formare la nuova generazione. In conclusione, teniamo pure in conto che ultimamente, oltre al gas Radon, i fumi dell’Eni, a causa di grossi temporali di stagione, hanno soffocato l’intera città in una cappa di gas.

                 

                                                                          

 

Letto 153 volte Ultima modifica il Martedì, 02 Ottobre 2018 07:18