Giovedì, 20 Settembre 2018 06:40

PALAGIANELLO /Rimpatriata di settantenni Quelli del ’48 e degli anni difficili vissuti sulla loro pelle In evidenza

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Antonio Notarnicola
Tantissimi sorrisi di compiacimento, tanti baci e abbracci, diverse pacche sulle spalle e pure qualche lacrima. Si è aperta così e allo stesso modo si è chiusa, la giornata dedicata ad una piacevole rimpatriata di settantenni. 
La storia dei settantenni, qui come in tutto il sud, inizia con la fine della seconda Guerra Mondiale che ebbe inizio il 1º settembre del 1939 e terminò, in Europa l'8 maggio 1945 con la resa tedesca, nel resto del mondo invece il 2 settembre 1945 con la resa dell’esercito giapponese. Alla fine del conflitto tantissimi palagianellesi non fecero più ritorno ai propri affetti, come pure tanti, più fortunati, poterono riabbracciare i propri cari. Miseria, desolazione e tanta disperazione era quello che si poteva cogliere dai discorsi della gente. In ognuno però era forte il desiderio di girare pagina e di dare un senso alla vita tale da meritare di viverla al meglio. Dalle ceneri della guerra iniziarono a formarsi nuovi nuclei famigliari, desiderosi solo di dedicarsi al lavoro e a tirare su ipropri affetti. Con questi presupposti, la leva del ’48 fu la prima ad entrare in questo nuovo contesto di intendere la vita sociale di piccolo paese del sud, inteso qui come unione di più nuclei familiari che socializzano, anche col vicinato, e al momento opportuno, si aiutano vicendevolmente. 
Un'annata doc si può dire per chi è nato in quegli anni e indimenticabile per una Italia che muove i primi passi come entità Stato libero e democratico. Tra gli avvenimenti fondamentali del 1948 da ricordare l’entrata in vigore della Costituzione; nello stesso anno lo statista Alcide De Gasperi a capo di una coalizione moderata di cattolici, laici e liberali si appresta a governare una nazione appena uscita dalla guerra inaugurando poi la stagione dei governi democristiani durata quasi mezzo secolo che ha portato la nazione Italia ad entrare nel G8, il gruppo di Stati più industrializzati del mondo. Ma il 1948 è anche l'anno in cui la forma di Governo italiana uscita vincitrice dal referendum del 1946 diventa a tutti gli effetti repubblicana con un sistema di pesi e contrappesi istituzionali che ha accompagnato ed educato intere generazioni alla democrazia. Nel ’48 Luigi Einaudi diventa presidente della Repubblica Italiana, eletto al quarto scrutinio dalle Camere riunite. 
Il 1948 è anche l'anno post seconda guerra mondiale in cui si inizia, grazie al piano Marshall americano, a ricostruire l'Italia e l'Europa uscita distrutta dal conflitto bellico in cui la portò il nazifascismo. Chissa se qualcuno ancora ricorda gli abiti di provenienza americana che in modo gratuito distribuivano le parrocchie insieme al formaggino giallastro, in contenitori di latta di vari formati, cosiddetti “buatt”. E se oggi l'Italia è parte integrante e fondamentale dell'Unione europea e del mondo intero, fedele alleato degli Stati Uniti, il merito è anche di un'intera generazione di donne e uomini che hanno fatto grande la Nazione. A partire da tutti quelli che nel 2018 hanno compiuto o compiranno il settantesimo anno di età. Una età difficile, in tutti i sensi considerata da studiosi di scienze etnoantropologiche “figli della guerra”. Un’epoca quella in cui già a dieci anni bisognava trovarsi un lavoro e non c’era molta possibilità di scelta, indipendentemente se portati o meno. Molto presto si veniva avviati, in campagna, all’officina del fabbro ferraio, a fare il fornaio, a spezzarsi la schiena nelle cave di tufo (il più duro), a bottega dal barbiere (considerato più leggero), da ciabattini, in sartorie (maggiormente le donne). Tutti lavori che i piccoli svolgevano assolutamente in nero, cioè ricevevano solo una piccola paghetta settimanale, quando andava bene che veniva consegnata al capofamiglia. Bisognerebbe che qualcuno lo faccia presente questo alla Fornero visto che tanti di loro sono stati penalizzati due volte, da piccoli dalla miseria della guerra e da grandi da una legge infame che non li ha consentito di essere accompagnati dignitosamente alla sudata pensione se non a colpi di scioperi e proteste. 
Lo scorso 15 settembre però coloro che hanno accolto l’invito dell’organizzatore, Peppino Mastropaolo, a ritrovarsi per festeggiare tutti insieme, quello che maggiormente era importante era riportare alla mente i ricordi di persone e di vicende vissute del passato.
La giornata è iniziata con la celebrazione di una SS. Messa, per loro officiata dal parroco don Gianni Magistro presso la parrocchia Regina del Rosario. Dopodichè la comitiva, piuttosto numerosa, si è recata a pranzo presso la Masseria Martellotta, riscuotendo il gradimento dei commensali per l’ottimo trattamento ricevuto dalla famiglia Natale, titolare della magnifica location. Non solo. Non è mancata l’orchestrina (termine molto in voga quegli anni e anche dopo per la verità) chiamata a diffondere note rigorosamente della loro epoca, affidate al gruppo musicale palagianellese, Old Pop, fondato dal ceo Vito Gasparre. Nel corso della giornata non sono mancati i momenti delle risate per i fatti più divertenti accaduti in passato, come pure non è mancata la commozione nel ricordare amici ed ex compagni di scuola prematuramente scomparsi.
Questi gli artefici della rimpatriata che insieme ai rispettivi compagni/e hanno trascorso una giornata insieme per rivivere momenti e ricordi che altrimenti sarebbero continuati a restare chiusi nei loro pensieri: Pina Alemanno, Francesco Antonicelli, Angelo Baia, Rocco Buttiglione, Concetta Capone, Cosimo Caragnano, Giovanni Caragnano, Addolorata Chielli, Tommaso Colaninno, Anna Costa, Angelo De Carlo, Giulia Di Pierro, Carlo Alberto Donati, Francesco Favale, Domenico Gatti, Grazia Gigante, Nicola Gigante, Giacomo Giove, Giuseppe Labalestra, Giovanni Laiola, Maria Scala Lanza, Luigi Lippolis, Angela Losavio, Filippo Magistro, Tommaso Mappa, Giuseppe Mastropaolo, Paolo Mianulli, Renato Notarnicola, Orazio Schiavone, Michele Sgobba, Isabella Spinelli, Cosimo Gigante, Lella Gasparre, Rino Ferulli, Giuseppe Losavio, Anna Greco, Concetta Capone, Mimmo Greco, Giuseppe Giandomenico, Franco Lippolis. 

 

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