Martedì, 28 Agosto 2018 11:00

Qui Comune di Taranto/ Floriana De Gennaro "mi dimetto da presidente della Commissione Attività produttive" In evidenza

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«Io non ci sto a questi giochi di una politica di cortile: presenterò le mie dimissioni da presidente della Commissione comunale Attività Produttive, e domani in Consiglio comunale esprimerò il mio voto sul bilancio in piena coscienza, come ho sempre fatto, libera da condizionamenti e con il solo fine di perseguire il bene comune e di rappresentare i tanti tarantini che mi hanno votato alle elezioni!»: si è chiusa così la conferenza stampa indetta dal consigliere comunale Floriana de Gennaro, capogruppo del Gruppo Indipendente per Taranto, alla quale ha partecipato Walter Musillo, portavoce di “Idea indipendente”.

La conferenza stampa è iniziata con la lettura di un documento sottoscritto da undici componenti della stessa Commissione in cui questi chiedevano la revoca della presidenza perché Floriana de Gennaro “ha posto in essere una serie reiterata di facta concludenti, di natura politica contrari alla stessa maggioranza e alla linea politica del Sindaco, culminati con la non condivisione di un atto fondamentale come il bilancio consuntivo dell’ente”….

Peccato, come è stato fatto notare in conferenza stampa, che tra gli undici consiglieri firmatari del documento ci sia anche Vincenzo Di Gregorio che non ha votato a favore bilancio consuntivo…

 

Come ha sottolineato Walter Musillo in conferenza stampa, proprio alla luce di questo documento già nella giornata di ieri i consiglieri comunali Cataldo Fuggetti e Federica Simili, entrambi del “Gruppo indipendente per Taranto”, avevano annunciato le proprie dimissioni, rispettivamente dalle cariche di presidenti della Commissione Ecologia Ambiente e della Commissione Affari Generali, solidarizzando così con il proprio capogruppo Floriana de Gennaro.

«Da tempo il Sindaco Rinaldo Melucci – ha detto in conferenza Floriana de Gennaro – ha dichiarato sulla stampa che, prima di procedere al completamento del rimpastino di giunta con l’assegnazione delle ultime due poltrone assessorili, riteneva indispensabile che fossero rimossi dalle presidenze delle Commissioni consiliari i consiglieri comunali dal Gruppo Indipendente per Taranto. Questo è il suo modo di amministrare la città, chiuso nel suo studio con poche persone del “cerchio magico”, a decidere le sorti di una intera città».

Le presidenze delle Commissioni comunali hanno solo una funzione di coordinamento delle attività e non gestiscono alcun potere decisionale.

«Gli undici consiglieri comunali chiedono la revoca della mia presidenza – ha poi detto Floriana de Gennaro – non per motivi tecnico-amministrativi, ma solo perché non ho approvato il bilancio consuntivo, documento contabile che ha visto l’astensione non solo di Vincenzo Di Gregorio, ma persino dallo stesso Rinaldo Mulucci, assessore al Bilancio».

È lapidaria Floriana de Gennaro: «oggi chiedono la revoca della mia presidenza perché io non sono disponibile a barattare il mio ruolo in cambio del voto sul bilancio, e non lo sarò mai!»

«Già all’indomani del mio voto sul Rendiconto – ha spiegato Floriana de Gennaro – ho iniziato a subire ritorsioni politiche: non sono stata inviata a riunioni dei capigruppo di maggioranza, negli uffici ho continue difficoltà nel reperire documenti e nell’ottenere atti, e sono stata persino accusata di strumentalizzazioni solo perché ho ascoltato i sindacati e i dipendenti comunali che protestavano…».

«Il documento rappresenta un tentativo politicamente patetico di dividere i consiglieri del Gruppo Indipendente per Taranto – ha poi commentato Floriana de Gennaro – chiedendo la revoca solo della mia presidenza: ringrazio i colleghi Cataldo Fuggetti e Federica Simili che con le loro dimissioni hanno vanificato questo atto vilissimo, dimostrando che c’è chi non si piega e non baratta la propria dignità politica e personale. Taranto ha bisogno di donne e uomini così, non di yesman e yeswoman pronti a chinare il capo di fronte al potente di turno».

Floriana de Gennaro ha poi concluso in modo accorato: «non me la sento di vivere in questo clima di continue intimidazioni, di accuse personali e personalistiche, in cui anche solo l’esprimere le proprie opinioni è visto come un tentativo di mettere in discussione l’autorità precostituita: sono e voglio restare una persona libera di esprimere le mie opinioni così come prevede il mandato conferitomi dagli elettori. Io rispondo solo alla mia coscienza e a chi mi ha votato. Per questo confermo le mie dimissioni da Presidente della Commissioni Attività Produttive».