Giovedì, 03 Maggio 2018 12:25

SANITÀ - Servizi riabilitativi in bilico nei Centri diurni di Massafra, Mottola, Palagiano e Statte. I sindacati chiedono un incontro urgente con i sindaci dell'Ambito 2 In evidenza

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Un periodo di sospensione, poi la ripresa carica di speranza, per lavoratori e utenti fruitori di un servizio che dal primo aprile avrebbe dovuto tornare ad assicurare attività riabilitative per portatori di handicap, disabili o persone anziane.

Quaranta professionisti per le varie discipline di riabilitazione e circa 20 utenti per Comune, ovvero 80 persone che costantemente si rivolgono ai Centri Diurni Socio Riabilitativi dei Comuni di Massafra, Mottola, Palagiano e Statte facenti parte dell’Ambito Territoriale numero 2.

Il clima di incertezza per questi protagonisti non è terminato. Il servizio infatti rischia di finire nuovamente in panne a causa di un iter procedurale che lascia personale e cittadini senza un minimo di certezza in termini di continuità delle attività.

Il caso è mosso da CGIL, CISL e UIL e dai relativi sindacati di categoria che proprio in queste ore hanno scritto ai Sindaci dell’Ambito Territoriale n. 2 (Massafra, Palagiano, Mottola, Statte), al dirigente dell’Ufficio di Piano e al dirigente della sezione servizi sociali della Regione Puglia.

Le ultime notizie riguardo il servizio risalgono allo scorso 20 aprile. I dipendenti dei centri diurni in arretrato di tre mensilità e in bilico tra nuovo e vecchio appalto, hanno scoperto infatti nell’incontro sollecitato dai sindacati, che non solo l’iter per ottenere i finanziamenti europei di sviluppo regionale (FESR), utili alla sopravvivenza,  afferiscono a procedure lunghe e tribolate, ma anche che la ASL di Taranto garantirà sostegno economico solo fino al prossimo 30 giugno.

A luglio, dunque, tutto potrebbe tornare in bilico, come il diritto alla salute e ad una vita degna di quegli 80 utenti che costantemente richiedono aiuto ai Centri Diurni.

Ad aggravare un quadro già estremamente complicato, e in cui va sottolineata la responsabilità dei lavoratori che non hanno mai interrotto il servizio – scrivono CGIL, CISL e UIL nella lettera inviata questa mattina – interviene la preoccupazione legata al tecnicismo funzionale e operativo dei “buoni servizio di conciliazione”, che ha prodotto trasversalmente in tutti gli Ambiti Sociali Territoriali e non ultimo in quello numero 2 pericolose ripercussioni di carattere esecutivo negli appalti.

I sindacati generali e quelli di categoria chiedono  un incontro urgente con tutti i Sindaci dei Comuni dell’ambito per un tavolo concertativo che risolva in maniera definitiva l’intera questione.

 

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