Giovedì, 22 Marzo 2018 14:31

ATTUALITÀ - Stefano Leogrande, una vita da "maestro". L'ultimo saluto dei colleghi della "Pirandello" In evidenza

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Raccontare Stefano con una sola parola è impossibile. Lui era un volontario, un uomo di Dio, un maestro di altri tempi", questo è ciò che dicono di Stefano Leogrande, già insegnante, già presidente della Caritas e padre di Alessandro, noto scrittore e giornalista anche lui purtroppo andato via giovanissimo a novembre, le sue colleghe dell'Istituto comprensivo Pirandello. Lo ricordano con gli occhi rossi, mentre lo accompagnano nel suo ultimo viaggio. "Di lui possiamo raccontare migliaia di aneddoti, avendo lavorato e vissuto, nel vero senso della parola, in questa scuola per ben trent’ anni - racconta Stefania Russi, docente -. Abbiamo collaborato gomito a gomito ed è stato un esempio per tutti noi". Lui accoglieva tutti con un bacio, perché era convinto che fosse uno scambio reciproco di affetto e fonte di energia. Per i ragazzi difficili di un quartiere da sempre visto come emarginato, era un punto di riferimento importante per apprendere la matematica, ma soprattutto per imparare la vita.  Per i genitori era diventato un sostegno nel loro difficile ruolo, iniziato spesso troppo presto e in un contesto particolare. "Aveva capito per primo che per educare i giovani era necessario coinvolgere le famiglie. E cosi aveva dato il via a degli incontri con esperti che vedevano le mamme riunirsi una volta a settimana - va avanti la Russi -. La scuola era diventata un luogo di riferimento per il quartiere con cene in cui tutti erano coinvolti dalle famiglie degli studenti, ai docenti, alle istituzioni e tutti partecipavano con piacere in un ambiente familiare, con progetti di laboratori scientifici che permettevano ai ragazzi di impegnarsi in attività come l'orto o la creazione di oggetti.".
Aveva istituito il momento della preghiera mattutina, perché credeva che affidarsi alla Vergine Maria, fosse un gesto importante da compiere tutto insieme e soprattutto affidare i ragazzi alla Madre. Con il suo modo di fare era riuscito anche Coinvolgere alcuni genitori nel controllo della struttura stessa della scuola, tanto da riuscire a sventare più di una volta dei raid vandalici, grazie alla segnalazione delle mamme. "In un momento in cui la nostra scuola era stata presa di mira, aveva deciso di dormire lui stesso nella struttura per scoraggiare queste persone-racconta ancora la docente-. Aveva uno sguardo attento su tutte le circostanze che la vita gli metteva di fronte, come segni della presenza di Dio e uno sguardo da padre su tutti noi docenti che, al di là dell'età, ci accostavamo a lui con il rispetto e la stima che si ha nei confronti di un padre capace di tenerezze ma anche di severi rimproveri e noi come un padre lo abbiamo amato e lo ameremo per sempre".

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