Martedì, 13 Febbraio 2018 12:47

AMAT - Filt, Fit e Uiltrasporti scrivono al presidente Cavaliere: "I lavoratori al centro del nuovo piano industriale e del nuovo Pums" In evidenza

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Ci sono dati positivi riferiti ai bilanci dell’AMAT, che oggi ci consentono di pretendere un cambio di passo rispetto alla tutela dei lavoratori.

Così il segretari provinciali della FILT CGIL, della FIT CISL e della Uil Trasporti di Taranto, Gaetano Raguseo, Vito Squicciarini e Carmelo Sasso, che in una nota si rivolgono al nuovo presidente del consiglio di amministrazione dell’AMAT, l’ingegner Silvano Cavaliere.

A lui va tutto il nostro augurio di buon lavoro – scrivono – un lavoro nuovo da compiere soprattutto riprendendo le buone relazioni industriali e il rapporto con il sindacato, ma capitalizzando anche i risultati raggiunti in termini di economie finanziarie, che sono soprattutto il frutto dei sacrifici chiesti ai dipendenti della municipalizzata ai trasporti.

Il riferimento dei confederali è all’accordo sottoscritto nel 2013 in cui proprio in virtù della necessità di far quadrare i conti dell’AMATsi chiede ad esempio ai lavoratori di aumentare i tempi di guida.

Oggi raccogliamo i frutti di quell’impegno che i dipendenti AMAT hanno rispettato – dicono – è arrivato però il momento di dare seguito anche agli impegni disattesi dalla municipalizzata, che riguardano ad esempio la sicurezza dei mezzi per l’incolumità dei lavoratori ma anche dell’utenza.

Manca infatti secondo i segretari di categoria di CGIL, CISL e UIL, ancora il libro macchina che indica lo stato di manutenzione dei mezzi da mettere a disposizione degli operatori di esercizio, così come sembra essere rimasta lettera morta l’organizzazione del lavoro di secondo livello che consentiva il riconoscimento dei premi di risultato.

Il neo presidente Cavalieri viene dunque sollecitato su più argomenti, non ultimo quello che riguarda il futuro assetto organizzativo del trasporto urbano.

Il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) – dicono i segretari provinciali – ha bisogno però di dati certi e di informazioni dal basso più pertinenti. Sui dati forniti dall’AMAT ai tecnici incaricati di redigere il piano continuiamo a fornire seri dubbi, considerato inoltre che il tema scottante continua ad essere rappresentato esclusivamente dalla grossa fetta di evasione tariffaria.

Per riorganizzare un servizio più efficace ed efficiente invece bisognerebbe tornare a chiedere ai lavoratori – scrivono – cominciando inoltre dall’attenzione che va data alle fasce più deboli dell’utenza AMAT,  alle linee periferiche che dovrebbero garantire il servizio pubblico nelle aree più emarginate, e al piano assunzionale della stessa municipalizzata.

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