Mercoledì, 03 Gennaio 2018 18:56

IL FATTO - I presepi a Taranto 2017. Omaggio a Giovanni Paisiello. Il presidente Michele Parabita: "Si tratta di un presepe-denuncia. Al suo interno ci sono metafore di speranza come l'Università e il mare" In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(1 Vota)

di Andrea Loiacono

In occasione delle festività natalizie del Natale 2017 l'Associazione Italiana Amici del Presepio Sede di Taranto, ricorrendo il 39° anniversario dalla sua fondazione, ha organizzato la tradizionale mostra di presepi presso l'Istituto Maria Immacolata situato in via Mignogna. La novità di quest'anno è la realizzazione di un presepe delle dimensioni di due metri per due dedicato a una delle più grandi personalità del '700 tarantino, il musicista Giovanni Paisiello. Noi della redazione del Giornale di Taranto abbiamo avvicinato il Presidente dell'Associazione Michele Parabita per porgergli alcune domande.

Come e quando è nata l'idea di dedicare quest'opera a Paisiello?

L'intuizione è nata da un nostro associato il quale su facebook aveva letto un articolo sul degrado della casa di Paisiello. Subito fui colpito, anche perché spesso avevo avuto modo di rendermi conto di questo degrado. Questi fatti risalgono ad Aprile scorso. Ci siamo subito messi in contatto e abbiamo iniziato a sviluppare qualche idea. Poi, ci siamo resi conto che per riprodurre la casa di Paisiello e una parte della città vecchia occorrevano informazioni più dettagliate. Così ci siamo rivolti al prof. Antonio Fornaro il quale ci ha fornito delle dritte. In realtà, i documenti presenti all'archivio di Stato inerenti gli otto anni trascorsi a Taranto dal Paisiello erano molto scarsi e questo ci ha reso ancor più difficile il compito. Quindi il prof. Fornaro ci ha suggerito di riprodurre la Taranto Paisielliana del '700.

Qual è il messaggio che avete voluto veicolare con questo presepe?

Inizialmente l’idea di riprodurre la Taranto del ‘700 ci è subito piaciuta. In un secondo momento però ci siamo resi conto di voler fare un presepe “denuncia”; quindi l’opera ha subito delle variazioni. La casa di Paisiello l’abbiamo spostata in avanti sulla sinistra e abbiamo diviso il plastico in due parti: quello settecentesco sul retro e quello attuale in proscenio. Abbiamo riprodotto la casa così com’è, senza modifiche. Abbiamo anche voluto aggiungere delle metafore, come l’apertura del varco nella casa di Paisiello che rappresenta la speranza portata dalla natività, con l’auspicio che si possa aprire in futuro un museo dedicato a Giovanni Paisiello. Sono stati inseriti altri elementi, quali l’Università e il mare, che dovrebbe rappresentare la risorsa primaria della nostra città con accanto un pescatore. Anche per quanto riguarda il varco nella casa del Paisiello abbiamo scelto dei pescatori che rappresentano il ceto sociale più umile, il popolo, da cui deve partire la spinta per invertire la tendenza delle sorti di Taranto. Come metafore, vi è anche la presenza di Via Cava con i suoi due percorsi, uno che va in alto e l’altro che va in basso a rappresentare l’incertezza. Al centro di via Duomo abbiamo collocato un bambino a impersonare la speranza. Egli infatti indica una persona anziana seduta sulla sua sinistra e lo esorta a rivolgere lo sguardo verso destra per assistere all’evento che sta per succedere con la nascita di Gesù, che rappresenta l’inizio di una nuova vita per la città di Taranto.

Quanti soci-artisti hanno partecipato alla realizzazione di questo presepe?

Alla lavorazione hanno preso parte circa otto persone; però abbiamo avuto il supporto di tutti, a partire dai familiari dei soci fino a giungere agli amici i quali inconsapevolmente ci hanno incoraggiato ad andare avanti. Il progetto era ambizioso ed è stata necessaria la cura massima di ogni dettaglio per non vanificare gli sforzi fatti. Abbiamo anche invitato dei rappresentanti di due categorie di pescatori i quali, venuti a conoscenza di questo progetto, hanno voluto contribuire organizzando una pettolata per fare da contorno all’inaugurazione della trentesima mostra di arte presepiale.

Quali sono state e saranno le iniziative che si svolgeranno sino al termine della mostra il 6 gennaio?

Giorno 26 c’è stata la presentazione del calendario, che è arrivato alla tredicesima edizione. Si tratta di un calendario da collezione in cui abbiamo inserito tutte le immagini del presepe sociale, con notizie anche su Paisiello perché lui era famoso ed elogiato in tutta Europa, richiesto da tutti, ma qui a Taranto pochi lo conoscono. Il giorno dell’Epifania a conclusione della mostra abbiamo invitato proprio l’Istituto Paisiello e ci sarà un concerto lirico-teatrale dal titolo “FIGARO O FIGARO - Qual è il tuo barbiere preferito?”, proprio perché Paisiello è stato il primo a scrivere il “Barbiere di Siviglia”, poi rimaneggiato da Rossini. Quello di quest’ultimo ebbe più successo perché più comico e popolare e fece dunque più presa sulla gente.

 

Letto 250 volte