Mercoledì, 29 Novembre 2017 11:56

ILVA/2 - La Regione Puglia impugna il Piano ambientale e fa infuriare il ministro Calenda che accusa: "Così si mette a rischio la cessione" In evidenza

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La Regione Puglia ha impugnato il DPCM del 29.9.2017 che ha modificato il Piano Ambientale dell’ILVA di Taranto.

 

Lo comunica il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che dichiara:

 

"Il Decreto è illegittimo: concede di fatto una ulteriore inaccettabile proroga al termine di  realizzazione degli interventi ambientali di cui alle prescrizioni AIA già da tempo scadute e sinora rimaste inottemperate.

Il Decreto consente all’ILVA di proseguire sino al 23/8/2023 l’attività siderurgica nelle stesse  condizioni illegittime e non più ambientalmente sostenibili addirittura precedenti alla prima AIA  nonchè alle BAT (best available techniques) per la produzione di ferro e acciaio pubblicate nel 2012.


Il Governo peraltro ha totalmente ignorato le osservazioni della Regione Puglia formalmente  presentate nell’ambito del procedimento concluso con il DPCM impugnato, senza alcuna  giustificazione, agendo in violazione dei più elementari principi di pubblicità, trasparenza e imparzialità e in spregio al dovere di leale collaborazione istituzionale che dovrebbe ispirare il comportamento della Pubblica Amministrazione".

E la risposta del ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda. Una risposta al fulmicotone che la dice tutta di come i rapporti tra Regione Puglia e Governo siano ormai deteriorati.

"Impugnando il Dpcm ambientale - sottolinea Calenda - La Regione Puglia, ma anche il Comune di Taranto, mette a rischio la cessione di Ilva alla cordata Am Investco. Nonostante la presentazione dettagliata di piano industriale e ambientale fatta al tavolo istituzione del Ministero, peraltro disertato all'ultimo minuto dal sindaco di Taranto - aggiunge il ministro allo Sviluppo economico -, l'impegno preso a convocare un tavolo dedicato a Taranto e l'anticipo dei lavori di copertura dei parchi minerali, continua la sistematica azione di ostruzionismo da parte delle istituzioni pugliesi. Si tratta, credo, del primo caso al mondo - conclude Calenda - in cui un intervento di riqualificazione industriali di questa portata venga messo in discussione proprio dai rappresentanti  del territorio che ne beneficerà".

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