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Giovedì, 09 Novembre 2017 10:40

ILVA/ USB proclama lo sciopero generale e punta l'indice contro la precarietà In evidenza

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E' uno sciopero che investe temi di stringente attualità quello proclamato da USB per domani 10 novembre. 

"Uno sciopero generale-  silegge in una nota- contro la precarietà, i tagli al sociale, le privatizzazioni di aziende pubbliche e partecipate, per il rinnovo dei contratti, l’incremento dei salari, il contrasto al razzismo e alla xenofobia.

Mentre sabato 11 a Roma si terrà la manifestazione nazionale promossa da Eurostop a cui USB sarà presente.

“Dopo le piccolissime aperture di AM INVESTCO, grazie alle grandi mobilitazioni del 9 e del 31 ottobre, giorno in cui USB ha occupato la direzione ILVA Taranto, oggi giovedì 9 novembre le parti si rincontrano per conoscere nel dettaglio il piano industriale. 

Ricordiamo a tutti che il 31 ottobre al tavolo ministeriale AM INVESTCO ha dichiarato disponibilità, a differenza di quanto formalizzato con la procedura ex art.47, a riconoscere integralmente il mantenimento dell’ attuale struttura retributiva ed a discutere sulla eventuale non applicazione del jobs act, quindi a mantenere gli attuali diritti di legge in materia di licenziamento. Di contro ha nuovamente confermato il numero massimo di 10.000 assunzioni e quindi di conseguenza i 4200 licenziamenti”, così Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB Taranto.

Rizzo sottolinea come la procedura, dichiarata irricevibile dal ministro, è stata in sostanza congelata, non ritirata, e tutto viene demandato alla trattativa  tra le parti.

“Come USB, preso atto che ARCELOR-MITTAL nell'aprire al mantenimento dei salari attuali non fa altro che rispettare i dettami del codice civile, abbiamo considerato positiva la disponibilità a trattare sulla non applicazione del jobs act ai lavoratori e la disponibilità del governo ad anticipare la copertura parchi, ma comunque non basta – continua Rizzo -. Inoltre abbiamo ricordato al Governo e a MITTAL che nel nostro paese non è possibile assumere solo una parte di lavoratori, neanche con accordo sindacale, derogare alla legislazione ed alla normativa comunitaria che prevede che “l'insieme dei lavoratori vada assunto con le attività ed è nostra intenzione fare valere queste ragioni”, così come cita la sentenza n.892/2017 pubblicata il 16 febbraio del 2016 (rg 4562/2016 )”. Rizzo ricorda ancora che ci sono migliaia di  lavoratori dell'indotto “che hanno diritto ad una soluzione occupazionale, su cui finora AM INVESTCO non ha detto una parola. La nostra posizione era e rimane la stessa: no ai licenziamenti o esuberi, no al jobs act, no all’azzeramento dei diritti acquisiti, no allo scorporo dei lavoratori, garanzie per i lavoratori appalto Ilva, si all’introduzione della valutazione del danno sanitario vincolante, si alle migliori tecnologie esistenti sul mercato”. USB Taranto conferma la solidarieta’ ai  lavoratori Ilva di Genova che hanno occupato lo stabilimento. “E’ di queste ore la notizia che l’azienda avrebbe presentato un esposto-denuncia contro i lavoratori. Se così fosse, sarebbe un atto inaccettabile – va avanti il coordinatore -. Proponiamo quindi a tutti i sindacati per il proseguo del confronto al MISE di porre come pregiudiziale il ritiro delle denunce. Non vogliamo un ilva a prescindere: la comunità tarantina ha diritto di stare al tavolo”. Rizzo sottolinea come sia necessario essere consapevoli che le decisioni che verranno prese su ILVA Taranto si possono ripercuotere in positivo o negativo per i prossimi decenni su tutta la popolazione.

“Da questo nasce la nostra incessante richiesta di vedere al tavolo regione e comune – ribadisce Rizzo -. Non si può discutere di questioni che riguardano Taranto e i suoi cittadini, lasciando fuori le istituzioni locali. Questo modo di fare sarebbe l’ennesimo schiaffo alla città: la salute è e rimarrà l’aspetto prioritario e come tale va trattato. Non si può pensare di chiudere la partita Ilva, partendo dall’ esclusione della valutazione vincolante del danno sanitario. Non si può parlare di produzioni green se non abbiamo l’applicazione delle migliori tecnologie esistenti sul mercato. Non è accettabile che in un paese come l’Italia, che si definisce civile, si consideri un fatto “normale” anteporre gli interessi delle multinazionali e delle lobby, alla salute delle persone”.

 

Lo sciopero per i lavoratori Ilva e appalto inizierà alle 07.00 del 10 novembre e si concluderà alle 07.00 del 11 novembre.

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