Mercoledì, 01 Novembre 2017 23:40

PALAGIANELLO - Un murales per emozionarsi. La street-art degli artisti Carrieri, Resta e Caragnano In evidenza

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di Antonio Notarnicola 

E' stato scoperto, in questi giorni un murales dalle ragguardevoli dimensioni, fatto realizzare dall'amministrazione comunale, a ridosso del muro perimetrale del campo sportivo “Ignazio Conte” di via Erasmo Iacovone. A dipingerlo tre artisti, Tommaso Resta, Pietro Carrieri e Giuseppe Caragnano. Il soggetto cui si sono ispirati gli autori “Adone e Venere” personaggi legati alla mitologia greca utili per creare quei motivi pittorici e scenografici che fanno viaggiare la mente dell’osservatore. Per la realizzazione è stata utilizzata la parete frontale dell'ingresso principale del campo sportivo comunale li dove vi sono raffigurate le citate muse ispiratrici realizzate dai tre valenti artisti. Il murales ritrae, mettendo in primo piano, il volto di ambedue i citati soggetti mitologici, realizzati con leggiadria artistica facilmente distinguibile, essendo al centro dell’intera facciata ed occupa la parte centrale del dipinto tra richiami di foglie e cubi illuminati. I colori dominanti sono giallo oro e verde, particolarmente accentuati perché l'obiettivo è di creare un incisivo impatto scenografico al visitatore, coinvolgendolo in un'atmosfera magica e al tempo stesso affascinante. Necessario a questo punto un passaggio sia pur breve, sulla storia dei due personaggi mitologici visto che i tre pittori hanno voluto raffigurare stabilmente il volto agli occhi di chi si ferma a contemplare il dipinto e anche al distratto passante: il mito di Adone e Venere nasce da una storia d’amore incestuosa tra la bella Mirra e il padre Cinira, “vittima” del desiderio insano della figlia che se lo portò a letto, a patto che il padre non la vedesse in viso.
Cinira, dopo qualche tempo, spinto dalla curiosità di conoscere la vergine con cui aveva giaciuto, volle vedere il viso della giovane, e quando riconobbe sua figlia fu preso da una tale collera che la rincorse con una spada e quando fu sul punto di raggiungerla, Mirra chiese aiuto agli dei. Si dichiarò colpevole e chiese di essere trasformata in modo che la sua presenza non contaminasse nè il regno dei vivi nè il regno dei morti.
Gli dei, commossi, la trasformarono in un albero ma il padre non si fermò e continuò a colpirla con la spada e da ogni ferita venne fuori una resina profumata che fu chiamata appunto “mirra”.
Dopo nove mesi dall’albero si aprì la corteccia e nacque un bellissimo bambino: Adone.
Venere che si trovava nei paraggi, raccolse il bimbo e lo consegnò a Persefone (dea minore degli Inferi e regina dell'oltretomba).
Questo è un breve passo del racconto mitologico descritto dal poeta latino Ovidio (23 a. C.-17 d. C.) nel X libro delle Metamorfosi.

Fin qui il mito, per tornare all'iniziativa voluta, come precedentemente accennato, dall'Amministrazione comunale del sindaco Labalestra che si inserisce come prosecuzione della estemporanea di pittura svolta questa estate al Castello Stella-Caracciolo.  In quella circostanza gli artisti interagirono con il territorio dipingendone particolari e caratteristiche attraverso lo scambio di emozioni e curiosità degli abitanti del posto.

Un paese artisticamente fiorente dove gente che si dedica all’arte, intesa in tutte le sue accezioni quindi non solo pittorica, è una considerazione accettata e talvolta, come in questo caso, anche stimolata a produrre momenti ed occasioni per esternare la propria creatività artistica. Vivere in un paese dove l’arte è un segno distinguibile di una comunità rappresenta quanto di meglio si può auspicare. 

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