Mercoledì, 11 Ottobre 2017 12:14

LAVORO - Vico: "Con l'istituzione del prefisso unico a rischio 25mila posti". Il parlamentare ionico chiede la soppressione dell'art. 2 del Ddl AC 4619 In evidenza

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“Con un emendamento al Ddl AC. 4619, dal titolo “Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzioni di un prefisso unico nazionale per le chiamate telefoniche a scopo promozionale e di ricerche di mercato”, ho fatto richiesta di soppressione dell’articolo 2, con il quale si vorrebbe istituire un prefisso unico per tutti i call center, anche quelli delocalizzati, che operano in outbound. Il permanere di tale articolo metterebbe a rischio oltre 25.000 posti di lavoro, ponendo in crisi l’intero settore che impegna molti giovani, soprattutto nel sud Italia”.

A dichiararlo è l’onorevole Ludovico Vico, che con il suo emendamento dà voce ai lavoratori e alle istanze avanzate dai sindacati di categoria Slc-Cgil, FistEl- Cisl e Uilcom – Uil. Attraverso l’istituzione di un “numero unico”, infatti, aumenterebbe il rischio di delocalizzazione dei call center dall’Italia all’estero da parte delle aziende. Condizione che crea non poche preoccupazioni tra gli operatori del settore.

“La tutela di utenti che non vogliono ricevere offerte commerciali telefoniche e la regolamentazione di un settore che va necessariamente disciplinato in maniera più chiara, in modo da disincentivare la concorrenza sleale – dice Vico – non può passare attraverso un provvedimento che mette a repentaglio il lavoro di migliaia di giovani, ma deve essere garantita tramite il potenziamento del registro delle opposizioni e delle norme che lo regolano, così come previsto dallo stesso Ddl”.

Dopo l’approvazione al Senato (avvenuta lo scorso 2 agosto) e la presentazione degli emendamenti, il Ddl sarà sottoposto all’esame delle commissioni competenti (IX Commissione Trasporti e X Commissione Attività produttive).

“Mi auguro – conclude il deputato Dem – che a tutela dei lavoratori, l’emendamento soppressivo dell’art.2 venga accolto”.

 

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