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Martedì, 06 Giugno 2017 06:38

ILVA/Raccolta firme per chiedere revoca dell’immunità penale dai reati ambientali ed amministrativi per i nuovi proprietari. In evidenza

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Una raccolta firme, partita ieri sera dinanzi alla Ubik, in via di Palma, per chiedere a Procuratore della Repubblica di Taranto, presidente del Consiglio e presidente della Repubblica, che venga meno l’immunità penale ed amministrativa dai reati ambientali, estesa dal governo dai commissari ai nuovi proprietari dell’Ilva.

Questa è l’iniziativa lanciata oggi da Angelo Bonelli, leader dei Verdi, nel corso della conferenza stampa che si è svolta al teatro Orfeo.

Una petizione volta ad un esposto collettivo che non prevede colori, simboli di partito o riferimenti alle elezioni amministrative.  Tutti potranno apporre la loro firma, al di là delle appartenenze politiche e dalla scelta di voto.

“Il governo prometteva ‘ambientalizzazione’ – denuncia Bonelli - ma con questo piano ambientale ed industriale, che riduce fortemente gli investimenti sulla tutela dell’ambiente, si ritorna a prima del luglio 2012, quando Ilva venne sequestrata da parte della magistratura. Il governo prometteva di mantenere i posti di lavoro, ed invece la notizia è dei 6400 esuberi.  Quello che invece il governo garantisce, cosa che dovrebbe sollevare un moto di indignazione incredibile, è la ‘non responsabilità penale ed amministrativa’ ai nuovi proprietari di Ilva. Con il  decreto n.1 del 2015, all’articolo 2 comma 6 si garantisce l’immunità penale ed amministrativa ai commissari di governo per quanto riguarda l’attuazione dell’Aia e per le norme ambientali e della salute.  Il decreto 98 del 2016 estende la non responsabilità penale ed amministrativa anche ai futuri affittuari o acquirenti. Oggi questa città viene bastonata. Noi siamo i primi ad essere angosciati e preoccupati per 6400 famiglie che vedono il buio nella loro prospettiva. Ma il vero dramma è che questa città qualcuno l’ha divisa, raccontando menzogne sul fatto che da una parte c’erano cittadini che volevano chiudere l’Ilva e dall’altra tutti gli altri. Noi invece diciamo che quel modello produttivo è cessato ed in quell’area vanno avviati processi produttivi diversi. La storia cambia. Perché l’hanno fatto a Bilbao o a Pittsburgh? Arriveranno il miliardo e 300 milioni di Riva, in realtà soldi dello Stato. Se aggiungiamo i prestiti dello Stato italiano di 1 miliardo e 100 milioni di euro. Siamo a 2 miliardi e 400 milioni. Nel bacino carbonifero della Ruhr hanno fatto interventi con i fondi europei con 600/700 milioni di euro ed oggi è un’area incredibile dal punto di vista della riqualificazione ambientale ed economica. Quella che si profila è un’aggiudicazione anomala, che non considera l’aspetto ambientale, della salute e neanche occupazionale. Forse c’è una considerazione politica in questa aggiudicazione, più che la tutela della città?”.

 

“Spiace constatare che siano passati cinque lunghi anni ma nulla è cambiato. Su questo tema ci battiamo da tanto tempo ed abbiamo lanciato allarme già settimane fa dei migliaia di esuberi. Molti ci hanno tacciato di allarmismo. È brutto dire ‘ve lo avevamo detto’ ma è così purtroppo. Dobbiamo prendere atto del dramma che si sta consumando in questa città e smettere di credere alle favole di certi politici. Dobbiamo ribellarci a questa situazione. Per questo torneremo in piazza a denunciare” – ha chiosato Vincenzo Fornaro, candidato sindaco per ‘Taranto Respira ed Ecologisti’, ‘Partecipazione è Cambiamento’ e ‘demA’ .

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