Giovedì, 18 Maggio 2017 17:35

AMMINISTRATIVE 2017 - Nessuna lista in campo, a Palagiano la sinistra si è liquefatta In evidenza

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di Antonio Notarnicola

PALAGIANO – “Clamoroso al Cibali”, parafrasando la leggendaria e mai dimentica citazione pronunciata dal mitico Sandro Ciotti a noi ci viene incontro per descrivere, con altrettanta sorpresa, “clamoroso a Palagiano”, nessuna lista di sinistra, delle 17 in campo, è presente alla competizione elettorale per le elezioni amministrative di giugno 2017. Accade praticamente che dal dopoguerra fino alle passate elezioni amministrative del 2012, la sinistra, sempre ed autorevolmente presente talvolta anche con più liste d’ispirazione sinistrorse, con propri candidati, sembra essersi liquefatta come neve al sole. Ufficialmente il motivo non è ancora stato emesso dalla locale sezione del Partito Democratico, ammesso che ancora ne esista una, ma si suppone che il motivo possa risiedere nella infausta conduzione della passata amministrazione, sindaco Tarasco a guida PD, appunto. Gestione prematuramente interrotta dopo circa quattro anni di attività amministrativa, con le dimissioni di sindaco e giunta. Una amministrazione quella a guida Tarasco che seppur nata sotto i migliori auspici dell’elettorato palagianese in quanto battezzata anche dall’ambiente ecclesiale è stata caratterizzata dal continuo cambio di casacca dei consiglieri comunali di maggioranza. Cambi che alla lunga hanno rotto i già delicati equilibri di governo fino al definitivo pronunciamento del “tutti a casa”. Quegli stessi consiglieri che ora, tranne alcuni casi, sono nuovamente in lista, altra stranezza della politica. Non tutti per la verità a qualcuno la richiesta è stata rifiutata altri invece hanno passato la mano in famiglia. Una cosa comunque è certa il paese è allo sbando e ha bisogno di essere guidato da gente che deve mettere al primo posto l’interesse della collettività e non, come accaduto, anteporre interessi personali. Il distinguo in questi casi è un esercizio molto praticato in questi giorni. Eppure, per tanti consiglieri comunali uscenti, per conoscenza personale si è stati indotti, in questi anni, a pensare che doveva essere la volta buona per imprimere alla comunità un deciso cambio di passo. E invece? Il risultato è sotto gli occhi di tutti, scadente del tutto. Si può allora dire che i nostri giovani amministratori, per convinzione diffusa, presi singolarmente sono dei campioni d’efficienza, ma una volta in gruppo insorgono problemi d’ogni genere al punto da frapporsi ostacoli di ogni tipo. La voglia di cambiamento qui è davvero forte e resta ancora intatta. Giusto per completare l’evento sportivo, del Cibali citato in apertura, c’è da aggiungere che la celebre frase venne pronunciata dal radiocronista Sandro Ciotti il 4 giugno1961 (durante la trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto) per commentare uno degli episodi più sorprendenti della storia del calcio italiano: la vittoria del Catania sull'Inter per 2-0 allo stadio Cibali. Risultato che decretò la sconfitta dell’Inter a Catania e contestualmente costò lo scudetto alla squadra milanese.

Trattandosi dell'Inter probabilmente la cosa oggi non sorprende più di tanto, però ci fu un tempo in cui era una squadra davvero temibile. Alla guida della squadra milanese c'era Helenio Herrera, detto il Mago perché prima di ogni incontro comperava 3 kg di tarocchi. Allenatore del Catania era invece Carmelo Di Bella, che aveva più possibilità di sconfiggere il cancro che l'Inter. Herrera nonostante a lungo residente in Italia non imparò mai a parlare bene l’italiano e alla vigilia della partita con il Catania disse in spagnolo: «Inter vinserà esta partida porché è muy fasile, se no capita esto me magno el balòn!!» Per i pochi che non sono riusciti a tradurre, volle dire: “l’Inter vincerà questa partita perché è molto facile e se questo non succede mi mangio il pallone”. Evidentemente, H.H., fu indotto ad un’affermazione del genere poiché il Catania era posizionato a metà classifica, quindi salvo. Mentre il religiosissimo allenatore del Catania, Carmelo Di Bella, disse semplicemente «...mater Dei, ora pro nobis peccatoribus..». La frase è poi entrata nel lessico non solo calcistico per indicare un risultato a sorpresa, in cui a prevalere è la squadra sfavorita. Chissà se l’urna, questa volta, non ci riserva qualche sorpresa anche per la nostra scalognata comunità.

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