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Mercoledì, 17 Maggio 2017 11:59

SCUOLA - Milleduecento docenti su 3mila assegnati alla Puglia, la Uil: "Sono ancora troppo pochi". Chiesto l'intervento della Regione In evidenza

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"Poteva decisamente andare meglio. I posti docenti destinati alla Puglia per il prossimo anno scolastico rappresentano un punto di partenza che non possiamo accettare passivamente. E' necessario ricostruire un sistema scuola regionale finora lasciato a se stesso e, spesso, addirittura penalizzato e umiliato".

Lo dichiara Gianni Verga, Segretario generale della UIL Scuola Puglia, che spiega: "Il Ministero ha destinato alla Puglia circa 1200 nuovi docenti, di cui 750 per il sostegno, mentre ha confermato l'organico del corrente anno scolastico che vedeva la Puglia in una situazione di partenza di notevole svantaggio: si tratta, sostanzialmente, di una conferma rispetto all'anno scorso che, anche senza prevedere tagli, fa ripartire da zero gli organici della Puglia. Tuttavia, in un ragionamento complessivo, si devono considerare anche i quasi 1400 pensionamenti che, per forza di cose, andranno ad agevolare la mobilità territoriale e l'inserimento di nuovi docenti o la stabilizzazione di altri. Certo, la nostra richiesta, sulla base di dati certificati, era ferma a 3000 nuove unità e ora ci fermiamo a 1200, ma grazie alla riduzione delle iscrizioni, fenomeno più o meno comune a tutte le regioni, almeno il regolare svolgimento dell'anno scolastico e la qualità dell'offerta formativa dovrebbe essere garantita, senza eccessivi disagi per gli istituti e per le famiglie pugliesi".

Solo un punto di partenza, quindi. La UIL Scuola non ha intenzione di abbassare la guardia, anzi è pronta a continuare a incalzare le istituzioni nazionali e locali, a cominciare dalla Regione.

"Nel corso di un incontro con l'assessore regionale Leo - spiega il Segretario della UIL Scuola - abbiamo chiesto, quest'oggi, assieme a una delegazione di docenti trasferiti al Nord dalla 107, di precari GAE e concorso, che la Regione Puglia si attivi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il MIUR, il MEF e le Commissioni Parlamentari, affinché siano assegnati alla Puglia ulteriori 1.800 posti, in quanto la regione è stata fortemente penalizzata negli ultimi anni a causa della sperequazione di organico rispetto alle altre regioni. Infatti, a titolo di esempio, non si comprende come il Veneto e il Piemonte, con una media alunni/classe più bassa, abbiano ottenuto un numero maggiore di posti aggiuntivi comuni, rispettivamente, 875 e 546 a fronte di soli 476 assegnati alla Puglia. Di contro, l’Emilia Romagna, con una media lievemente più elevata rispetto alla Puglia, ha ricevuto quasi il doppio di posti comuni (730) rispetto alla nostra regione. Inoltre, sarebbe fondamentale porre in essere ogni misura utile a ridurre il danno socio-economico subito dalle famiglie dei docenti erroneamente trasferiti al nord a causa  della legge 107 e a eliminare il precariato nelle scuole pugliesi di ogni ordine e grado , consentendo, da una parte, che gli insegnati precari con incarichi di supplenze annuali e i vincitori di concorso siano regolarmente assunti e, dall’altra, che agli studenti sia garantita la continuità didattica, provvedere alla stabilizzazione in organico di tutti i posti di sostegno in deroga, garantendo agli alunni diversamente abili la continuità didattica e assumere ogni iniziativa finalizzata al contenimento della dispersione scolastica anche attraverso la diffusione del tempo pieno. La Puglia, difatti, è al terz’ultimo posto per diffusione del tempo pieno nella scuola primaria e al secondo posto per ricorso al modello a 27 ore (solo 1952 classi, su un totale di 9100, sono a tempo pieno). E' giunto il momento - chiosa Verga - di ricostruire una scuola che non può continuare a fare le nozze con i fichi secchi, puntando esclusivamente sul senso del dovere e del sacrificio dei lavoratori".

 

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