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Martedì, 10 Gennaio 2017 19:01

MIGRANTI - Le cooperative sociali non ci stanno. Duro j'accuse contro il Comune di Taranto sull'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (Msna) In evidenza

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I toni della conferenza stampa non sono pacati, come quelli di chi è esasperato perché si trova a interloquire da tempo con un muro, l’Amministrazione comunale di Taranto, su una problematica importante.

È un problema importante perché da un lato attiene a soggetti deboli e vulnerabili, i Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), ovvero i migranti bambini e adolescenti giunti nel nostro Paese senza accompagnamento alcuno, ragazzi spesso affidati a uno scafista dai genitori con la speranza che possano rifarsi un futuro lontano da guerre e povertà, ma che da un altro lato riguarda lo stipendio di tanti lavoratori tarantini che, svolgendo nelle cooperative sociali un servizio regolato da una precisa normativa per la loro accoglienza, subiscono continui disagi.

Infatti Carlo Martello, presidente di Confccoperative Taranto, apre la conferenza stampa in modo lapidario: «solo dopo l’intervento della Prefettura del settembre scorso a favore dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), il Comune di Taranto ha scoperto che, sin dal 4 ottobre del 2013, è stata presentata una proposta di legge, la n. 1658, finalizzata a migliorare e rendere più organiche le misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati!»

Il Governo stima in settemila unità i minori stranieri soli che ogni anno arrivano in Italia e, rilevando la loro vulnerabilità che li rende facile preda dei circuiti di illegalità, prevede la loro protezione, uno dei punti salienti della proposta di legge, mediante l’istituzione di un sistema nazionale di accoglienza con un numero adeguato di posti e con standard qualitativi garantiti.

«È proprio quello – ha poi detto Carlo Martello – che per lungo tempo, ma inutilmente, la Confcooperative ha proposto di realizzare al Comune di Taranto, d’intesa con la rete delle cooperative sociali che gestiscono le comunità educative abilitate ad accogliere anche questi minori; così facendo si sarebbe potuto utilizzare un sistema omogeneo di strutture, con costi concordati, e con livelli qualitativi omogenei e controllati proprio dal Comune di Taranto».

«Ma questo – ha stigmatizzato duramente Carlo Martello – all’Amministrazione Stefano non è mai interessato, preferendo essa una continua lamentela sulla scarsità delle risorse, ma allo stesso tempo prediligendo destinare somme ingenti, anche sottratte all’Assessorato competente, ai cattivi risultati gestionali di alcune partecipate e gravando di sempre maggiori incombenze il dirigente del settore».

Dopo il duro j’accuse giunge però un messaggio di apertura al dialogo: i rappresentanti delle cooperative sociali aderenti alla Confcooperative, presenti in gran numero in conferenza stampa, hanno infatti riconfermato la disponibilità ad operare in modo organizzato e qualificato con il Comune di Taranto in questo delicato settore, anche per realizzare anticipatamente alcuni obiettivi della citata proposta di legge.

 

 

Lo stato di fatto dei rapporti tra le cooperative sociali e il Comune di Taranto

 

Ad oltre tre mesi dall’intervento della Prefettura, non è giunto nessun segnale concreto da parte dell’Amministrazione comunale di Taranto relativamente al sistema di accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati, i cosiddetti MSNA.

Sono risultati inutili anche gli incontri promossi dalla Confcooperative di Taranto con l’Assessorato competente e con la Commissione Servizi, nonostante la conclamata condivisione di alcuni aspetti importanti del sistema dell’accoglienza da migliorarsi con reciproca collaborazione.

La Confcooperative e le cooperative sociali associate che gestiscono le comunità educative, lamentano preliminarmente una perdurante mancanza di programmazione nell’affrontare il problema da parte del Comune di Taranto, nonostante il numero dei minori (MSNA) negli anni non abbia subito rilevanti modificazioni.

Peraltro l’Amministrazione retta dal Sindaco Stefano da un lato non ha saputo promuovere efficacemente l’affido familiare – solo recentemente andando a rimorchio delle iniziative intraprese dal Tribunale per i minori – dall’altro non ha voluto utilizzare razionalmente il sistema delle comunità educative, non garantendo così una accoglienza ben organizzata, diffusa e professionale.

A tutt’oggi sono incredibili e dannosi anche i ritardi nei pagamenti delle competenze che il Comune incassa dalla Prefettura a titolo di rimborso ministeriale per l’accoglienza dei MSNA, 45 euro al giorno senza integrazione del Comune che effettua solo anticipazioni.

A questo riguardo si lamenta anche l’incapacità dell’Amministrazione comunale di acquisire risorse finanziarie aggiuntive: o non partecipa ai numerosi bandi emanati, o, se partecipa, la sua proposta viene bocciata, forse perché non ritenuta di qualità.

Infine, il dato più preoccupante: essendo le Comunità educative accreditate dalla Regione Puglia per poter funzionare e accogliere i minori, queste devono necessariamente rispettare e mantenere requisiti logistici, occupazionali e professionali. Eppure le convenzioni stipulate con il Comune nell’anno 2008, che le autorizzavano ad accogliere i minori sulla base di rette definite, sono scadute da due anni e non sono state rinnovate!

Al proposito si manifesta persino la preoccupazione che possano essere riconosciute rette differenti alle diverse Cooperative ospitanti, con grave danno per l’Amministrazione e ingiustificata disparità di trattamento per le Cooperative.

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