Venerdì, 10 Giugno 2016 06:18

IL RISPARMIO DEI PUGLIESI E LE BANCHE: DANNI SUBITI, PERICOLI, VIE PER IL RISARCIMENTO, STRUMENTI PER INVERTIRE LA ROTTA In evidenza

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Larghissima ed accalorata partecipazione dei risparmiatori pugliesi all’incontro organizzato a Bari dalle Associazioni di consumatori Adusbef, Codici e Confconsumatori.

 

Dr. Canio Trione, Presidente di Codici Puglia ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ):

Ormai, la sfiducia verso il sistema del credito, ha prodotto la totale diffusa disaffezione verso le banche ed i prodotti finanziari. Non è accettabile che si azzerino o riducano i valori delle azioni e delle obbligazioni (convertibili o subordinate), senza un contraddittorio, nel momento della valutazione dei bilanci di quelle banche divenute illiquide. Se vogliono evitare i contenziosi le Banche devono rinegoziare il loro debito, salvando così i loro creditori, gli obbligazionisti di ogni tipo e, indirettamente, anche gli azionisti: uno strumento possibile è che emettano e cedano agli obbligazionisti attuali ed a chiunque aderisca, obbligazioni a 20 anni, pari all’importo del debito maturato, con interessi pari al tasso legale, garantiti dal Fondo interbancario. Con tale operazione finanziaria, si rifinanzierebbero le banche, con un giusto lungo respiro, utile a recuperare redditività e si ridarebbe credibilità al sistema creditizio, di fronte ai cittadini.

Riteniamo indispensabile ed urgente che i parlamentari pugliesi di qualsiasi schieramento, propongano al più presto una legge che sancisca almeno questi punti: 1) Imporre sanzioni penali e risarcitorie chiare, rapide ed effettive per i dirigenti e i “controllori” che contribuiscono a questi crack; 2)Semaforo del rischio: Stop ai prospetti informativi incomprensibili e di 200 pagine: all’inizio del prospetto serve una distinzione chiara e semplice fra titoli rischiosi e titoli che lo sono meno (una scala da 1 a 10, oppure un semaforo con i tre colori); 3) Educazione finanziaria: per guidare un’auto la formazione è obbligatoria e ci vuole la patente, ma anche comprando prodotti finanziari ci si può “schiantare”. Alle Associazioni dei consumatori devono essere affidati corsi di educazione finanziaria per coloro che vogliono investire (in prodotti non a basso rischio). 4) Ridefinire ruolo e funzioni di Banca d’Italia e Consob. Dopo la nascita della BCE, il ruolo deve esser ripensato, perché possa svolgere: a) controllo PREVENTIVO della corretta gestione delle banche italiane; b) stimolo dello sviluppo; c) difesa dei cittadini dallo strapotere delle grandi concentrazioni bancarie. Non vogliamo una Banca d’Italia ridotta solo a Ufficio Studi, deputato a redigere statistiche o ad elaborare per il Governo, leggi richieste dalle banche; 5) attribuire  anche alle Associazioni di Consumatori il compito di procedere alla profilazione dei clienti; 6) distinguere, specie alla luce del bail in, la figura del risparmiatore da quella dell’investitore.

 

Avv. Antonio Pinto, Presidente Confconsumatori Puglia ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ):

Per i clienti di Veneto Banca e BancApulia, ieri abbiamo depositato  le prime dieci domande di mediazione obbligatoria, passaggio necessario per avviare le cause civili, ove la Banca non transiga. Oggi è stato lanciato l’aumento di capitale e il prospetto pubblicato conferma tutte le accuse alle condotte della Banca. I risultati delle ispezioni condotte dalla BCE, da Banca d’Italia e dalla Consob, conclusesi con censure e multe a carico di Veneto Banca, comprovano che sono state commesse varie irregolarità, sia nella vendita delle azioni, sia nella rappresentazione pubblica della solidità finanziaria della banca. Inoltre, dallo studio del bilancio al 31.12.2015, si evincono una serie di dati che sembrano confermare l’ipotesi della Procura e di Banca d’Italia che i bilanci non fossero veritieri. Infatti, ad esempio a pag. 88 del bilancio 2015, si legge che i crediti di dubbia esigibilità sono un totale di 7.555.000.000 di euro, mentre nel bilancio 2014 erano 6.068.000.000: quindi vi è stato un aumento di circa un miliardo e mezzo che, ovviamente, non è frutto del 2015 ma di una rettifica di valori non considerati in precedenza. Per queste ragioni, con specifico riferimento alle azioni Veneto Banca si potrà chiedere la nullità del contratto di acquisto per violazione di norme imperative, come ad es. false comunicazioni sociali ex art. 2621 c.c.. Sarà anche possibile chiedere al Tribunale di accertare e verificare che, con dolo, la banca ha indotto in errore i clienti su elementi essenziali del contratto (solidità patrimoniale che appariva dai bilanci), che quindi è annullabile. Invalidando i contratti di acquisto si potrà ottenere la restituzione delle somme investite.

Invece con riferimento alle altre Banche Popolari, rispetto alle quali ad oggi, non vi sono state censure gravi nelle ispezioni delle Autorità, altre possono essere le ipotesi di invalidità dei contratti di acquisto. Su circa 500 posizioni esaminate, abbiamo verificato vari casi di violazione delle norme del Testo Unico della Finanza in cui: A) le azioni sono state vendute insieme a mutui e fidi e ciò viola il principio che una banca non può finanziare l’acquisto di azioni proprie, come anche la Banca d’Italia ha sancito. B) sono state vendute azioni che, essendo titoli illiquidi, per giurisprudenza consolidata richiedono un profilo di rischio medio-alto, a clienti che, in realtà, non avevano sostanzialmente tale profilo, anche se (formalmente) talvolta sono stati indotti a firmare dichiarazioni di propensione al rischio alto.

 

Avv. Vincenzo Laudadio (NELLA FOTO), Responsabile Adusbef Puglia( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ):

Le Associazioni perseguiranno, contemporaneamente alla strada civile (contro le banche e gli organi di vigilanza), quella penale, come infatti abbiamo già iniziato a fare depositando esposti nelle diverse Procure d’Italia interessate dai crac bancari, in Toscana, Veneto, Lazio e Puglia, per l‘accertamento delle eventuali responsabilità e per il recupero delle somme perse. Proprio la costituzione di parte civile nel processo penale, è una delle strade percorribili. I nostri sportelli sono a disposizione di tutti i risparmiatori per offrire una prima consulenza e verificare se, nella condotta della banca, sussistano eventuali profili di responsabilità anche di natura penale, ad esempio con riguardo alla truffa.

Un altro aspetto che le Procure iniziano a monitorare attiene alla valutazione dei NPL (not performing loans – crediti deteriorati) che sono in pancia alle banche e che, con valutazioni riservate e non aperte a nessuno, men che meno ai soci, agli azionisti, agli obbligazionisti o alle associazioni di consumatori, vengono inseriti in bilancio senza che su di essi sia possibile fare un riscontro oggettivo. Proprio per questo, riteniamo che tutti i risparmiatori potrebbero chiedere, in un esposto penale, di valutare anche questo aspetto. Tanto per evitare che si ripetano casi come quelli del San Paolo di Napoli degli anni 90, in cui dopo il default dell’istituto, assorbito da BNL/INA e poi dal gruppo SanPaolo Imi, si scoprì che la “bad bank” era riuscita a recuperare il 94% circa dei debiti, mentre azionisti ed obbligazionisti avevano perso tutto in seguito all’azzeramento del capitale sociale.

Da ultimo, vi è un altro problema che in questo momento pesa sulla serenità dei risparmiatori: la sostanziale abolizione del diritto di recesso a danno dei proprietari di azioni delle Banche Popolari disposto dal D.L. 3/2015. convertito dalla legge n.33/2015.Infatti, privare di fatto un cittadino italiano di una proprietà (le azioni della banca) è atto contrario alla legge; persino nell’esproprio, che rappresenta l’ipotesi legale più estrema di privazione della proprietà, il legislatore prevede che vi sia una “causa di pubblico interesse, legalmente dichiarata” e “il pagamento di giusta indennità”. Secondo noi, pertanto, deve esser dichiarata nulla per la sua evidente incostituzionalità, la norma del 2015 che ha permesso ai CDA delle banche di rinviare in tutto e senza limiti di tempo, il rimborso delle azioni. Anche il Tribunale di Napoli, in una recentissima sentenza del 24.3.16, ha dichiarato illegittimo il blocco del rimborso del socio che recede da una Banca Popolare.

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