Domenica, 29 Maggio 2016 08:05

I Pentastellati di Taranto chiedono che la Vittorio Veneto resti nella Città dei Due Mari. In evidenza

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Nave Veneto verso Trieste, ennesima prova di debolezza. Sono di pochi giorni fa le dichiarazioni del Ministro della Difesa Pinotti sul possibile trasferimento a Trieste dell’Incrociatore lanciamissili “Vittorio Veneto”. Non è la prima volta che la città giuliana chiede un pezzo della storia della Marina Militare e di Taranto per farne fare bella mostra al suo Museo del Mare, dato che già pochi anni fa l’Associazione “Incrociatore Vittorio Veneto” chiese di poter mettere le mani sull’ex nave ammiraglia della Marina Militare. Negli anni scorsi il Comune di Taranto, attraverso il piano strategico di “Area Vasta”, aveva proposto la musealizzazione del Vittorio Veneto, prevedendo una profonda trasformazione della nave ai fini turistici, culturali e di ricerca all’interno del progetto più ampio di valorizzazione della Banchina Torpediniere e dell’Isola di San Paolo. Il progetto si arenò davanti ai costi proibitivi necessari per bonificare il Veneto dall’amianto (passo fondamentale per poter cedere la nave al Comune) e dalla consuetudinaria inerzia dell’Amministrazione Comunale.

È normale che davanti a tanta indifferenza altri attori forzino per mettere le mani su un potenziale strumento di sviluppo culturale e turistico unico nel suo genere; sarebbe necessario adesso, senza ulteriori indugi, dar seguito in modo diretto alla progettazione del futuro della banchina torpediniere e di Nave Veneto.

Dopo aver delegato ad Invitalia la fase concorsuale per salvare la città vecchia e l’Arsenale (come a dire: noi idee non ne abbiamo, pensateci voi, a noi), l’Amministrazione Stefano dimostra di non avere più la forza di progettare una nuova città, nonostante abbia tra le mani la possibilità di investire oltre 800 milioni di euro. Serve gente preparata, lungimiranza, grandi sponsor (sembra che Fincantieri potesse fare la sua parte) e amore per la città e per i cittadini, quello che questa Amministrazione non dimostra di avere.

Mentre in pompa magna si inaugurano parcheggi (!), si sta perdendo la grande possibilità di riscrivere la storia di Taranto. A questo punto chiediamo al Sindaco di chiudere immediatamente con il suo mandato, perché gestire il Comune nell’immobilismo più totale per un altro anno significa perdere questo treno. E sarebbe davvero atroce per tutti.

 

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