Giovedì, 24 Marzo 2016 05:59

POLITICA/ Forte polemica fra i Consiglieri Regionali Morgante e Franzoso sulla ipotesi avanzata da quest'ultima di riprendere i lavori del depuratore Sava-Manduria. In evidenza

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L'altra opzione era quella di verificare opzioni senza scarico a mare.

 

"Ho trovato semplicemente sconcertante la richiesta e la volontà espressa oggi in Commissione dalla collega Francesca Franzoso di iniziare i lavori per la costruzione del depuratore consortile Sava-Manduria-Marine di Manduria". Ad accendere la polemica è il Consigliere Regionale di Area Popolare Morgante che lancia dure accuse alla collega consigliera del centro destra. "Dopo tutti gli sforzi e le battaglie trasversalmente condotte in particolare negli ultimi mesi in Consiglio regionale, e dopo la firma anche della stessa consigliera dell’ordine del giorno nel quale veniva richiesto espressamente l’impegno dell’esecutivo per modificare il progetto iniziale dell’opera, che prevedeva lo scarico a mare, restituendo invece priorità e centralità ad altre ipotesi e soluzioni" - prosegue Morgante - oggi si registra questa posizione. Una posizione - continua - che era stata accolta favorevolmente sia dal Presidente della Regione Michele Emiliano – che anche recentemente, in occasione dell’apertura della Fiera campionaria Pessima a Manduria, ha ribadito il suo impegno in tal senso e la netta contrarietà allo scarico a mare – sia dagli stessi vertici di AQP, che hanno però rimarcato la necessità e la priorità di ulteriori passaggi burocratici per dare seguito a una progettualità alternativa: la modifica del Piano regionale delle Acque e il successivo esame da parte del Ministero dell’Ambiente per le necessarie deroghe. Solo a quel punto AQP potrebbe quindi dare corso al nuovo progetto, e agire di conseguenza: iniziare invece i lavori con un progetto per poi magari cambiarlo in corso d’opera è non solo illogico ma impossibile, e l’ho ribadito a chiare lettere nella seduta odierna. La strada da percorrere allora, senza ulteriori tentennamenti e senza cadere nel facile populismo, è quella di chiedere all’esecutivo, nelle persone dell’Assessore alle Infrastrutture Giannini e del Presidente Emiliano, il rispetto degli impegni assunti e il passaggio dalle promesse fatte alle rispettive comunità alle azioni concrete, con una chiara e doverosa assunzione di responsabilità e senza più alibi. Richiesta ribadita da Area Popolare anche oggi, senza compromessi impraticabili e contraddittori”

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