Giovedì, 25 Febbraio 2016 17:24

L'Attacco/ Il presidente di Confcooperative:"Amministrazione comunale chiusa e solo in cerca di consensi elettorali" In evidenza

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Carlo Martello: «… l’Amministrazione Comunale… chiusa in se stessa, sembra interessata sempre più solamente ad acquisire consensi a ipotetiche liste elettorali»

 

Il Comune di Taranto sta per avviare delle iniziative che, nelle buone intenzioni dei nostri amministratori, dovrebbero apparire come interventi di contrasto alla povertà favorendo il coinvolgimento di cittadini indigenti in percorsi di inclusione sociale, presumendo così di renderli protagonisti attivi nella fuoriuscita dalle condizioni di marginalità e povertà.

Considerato che il Comune di Taranto pensa di utilizzare, attraverso organismi del terzo settore, questi cittadini indigenti per tre mesi per 60 ore al mese, corrispondendo loro un buono lavoro del valore orario netto di euro 7,50, si deve dedurre che si può uscire dalla povertà con circa 1.500 euro…

Carlo Martello, presidente di ConfCooperative Taranto, stigmatizza «questo intervento che, purtroppo, ha l’apparenza dell’assistenzialismo elettorale, a meno che non si sia convinti che cittadini anziani, possibilmente invalidi con famiglie numerose, minori a carico di tenera età, destinatari di sfratto possano veramente partecipare, con questa iniziativa, a un percorso di inclusione sociale».

«Evidentemente qualcuno a Palazzo di Città – sottolinea Carlo Martello – finge di ignorare che, già da qualche giorno, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato e pubblicato sul proprio sito le linee guida per la predisposizione e attuazione dei progetti di presa in carico del sostegno per l’inclusione attiva».

«Il Comune di Taranto dovrebbe sapere – rimarca il presidente di ConfCooperative Taranto – che la legge di stabilità per il 2016 prevede la definizione di un Piano Nazionale di contrasto alla povertà e che, nelle more della definizione del Piano, il “sostegno per l’inclusione attiva” è esteso a tutto il territorio nazionale diventando il modello di riferimento anche per altre iniziative, considerato che la lotta alla povertà potrà assumere dimensioni e forme diverse, ma dovrà comunque seguire le linee guida del Ministero».

La conclusione di Carlo Martello è improntata a disincantato pragmatismo: «la differenza fondamentale è che, per combattere la povertà e favorire l’inclusione attiva, non serve mettere in mano a disagiati un po’ di soldi, ma è invece necessario, proprio come indicano le linee guida ministeriali, prevedere progetti personalizzati attivando sul territorio collaborazioni in rete con le Amministrazioni e Istituzioni competenti in materia di servizi per l’impiego, tutela della salute, formazione e istruzione, nonché con i sindacati e con gli organismi del Terzo settore: ma tutto questo l’Amministrazione Comunale non lo fa e, chiusa in se stessa, sembra sempre più interessata solamente ad acquisire consensi a ipotetiche liste elettorali».

 

 

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