Mercoledì, 10 Febbraio 2016 17:46

LA MANIFESTAZIONE - Rizzo (Usb): "Nessuna aggressione a Cesareo, la presenza di Confindustria è stata una provocazione" In evidenza

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“La manifestazione è perfettamente riuscita. Eravamo circa 3.500 persone e l’USB ha dato un contributo davvero importante”, Francesco Rizzo coordinatore provinciale USB è molto soddisfatto di come si è svolta l’iniziativa congiunta di questa mattina di sindacati e operai. “La risposta del sindacato di base è stata molto positiva – continua Rizzo -. Crediamo fortemente che ciò che il presidente Emiliano ha rimarcato anche oggi sia da condividere: la coesione sociale è il primo passo da fare in un territorio che ha come grande debolezza la mancanza di dialogo. Un tavolo permanente su Taranto con occhio speciale all’Ilva. Dobbiamo mettere da parte le questioni personali e fare gruppo per far sentire la voce grossa al Governo. E non si tratta solo dell’Ilva, ma dobbiamo batterci per il nostro territorio a 360 gradi (quindi anche per il Porto, per l’Aeroporto…) e mirare allo sviluppo della città e alla garanzia della salute. Abbiamo fatto tutti un passo indietro perché ci siamo resi conto che la città e i lavoratori hanno bisogno di unione, coesione e dialogo per ottenere le garanzie sulle bonifiche, sul lavoro e sulla salute. Il bene della città viene prima di tutto”. In merito alla presunta “aggressione” al presidente di Confindustria Enzo Cesareo da parte di alcuni sostenitori di USB durante la manifestazione, Rizzo precisa: “Non c’è stata alcuna aggressione né verbale né fisica. Abbiamo invitato come USB ufficialmente qualche giorno fa Confindustria a non presentarsi questa mattina. Concetto ribadito anche ieri con un documento a firma delle tre sigle sindacali più noi. Ma ci hanno ignorato, anzi direi che con la loro presenza e l’atteggiamento del presidente Cesareo tra le autorità a rilasciare interviste, quasi a dimostrare che l’iniziativa fosse una loro idea, hanno voluto provocarci. Riteniamo vergognoso questo atteggiamento, ma non abbiamo utilizzato alcun mezzo per fermarli se non i nostri inviti democratici che sono stati letteralmente calpestati. La loro partecipazione è come se noi avessimo occupato la sede di Confindustria. Probabilmente la voglia di protagonismo di qualcuno è più forte del rispetto e del buon senso”, conclude Rizzo. 

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