Giovedì, 31 Dicembre 2015 17:41

IL MESSAGGIO - L'Arcivescovo Santoro: "Il 2016 sia per Taranto un anno in cammino" In evidenza

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"Gli auguri che vorrei porgere sono quelli di scoprire il Legame dei legami e cioè quello di renderci conto che il Signore non può staccarsi da noi, dalla nostra umanità. Per questo vinco l’imbarazzo delle parole di fronte agli attentati terroristici, alle morti dei migranti, al grido dei poveri e di una terra in cui gli auguri sembrerebbero inopportuni, perché offuscati da problemi ed emergenze perché rischiano di essere vuote frasi di circostanza".
Comincia così il messaggio che l'arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, rivolge alla città di Taranto  in occasione dell'arrivo del nuovo anno.
 La Conferenza di Parigi sul clima -prosegue ll'arcivescovo - ha aperto qualche spiraglio di speranza.  Accordi internazionali sembrano essere ancora tenui e interessati. Parto quindi dalle ragioni della speranza, una speranza che ha la sua origine in Gesù Cristo, principe della pace. Una parola chiave della liturgia del primo di gennaio è benedizione, che esprime la volontà di bene di Dio per noi, per ciascuno.  Ma il bene che viene da Dio non è un benessere sedentario, è un bene che ci da fretta, che ci fa muovere. L’amore di Dio ci spinge in avanti."
E per il 2016, mons. Santoro chiede la benedizione "perché sia un anno in cammino. Tutte le istanze del mondo, della Puglia, di Taranto ci interpellano non per dare lavoro agli “opinionifici” in attività instancabile, ma perché ci sollecitano all’impegno. Nel messaggio che papa Francesco ha diffuso per la Giornata mondiale della Pace, ancora una volta ci invita a sgretolare la globalizzazione dell’indifferenza, denunciando che una società intorpidita e resa sorda dal materialismo e dal nichilismo, è incapace di mettersi in ascolto delle fragilità della famiglia oumana. Vi invito ad attingere la speranza insieme con me per questo 2016 dai segni che già ci circondano, a partire da quello dell’anno giubilare della Misericordia.
Essere misericordiosi vuol dire – afferma il papa – fare della misericordia e della solidarietà un vero programma di vita, uno stile di comportamento nelle nostre relazioni gli uni con gli altri. La solidarietà è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno perché tutti siamo veramente responsabili di tutti. Il passaggio al nuovo anno, - conclude l'arcivescovo Santoro - sia un’occasione propizia anche per riflettere sul dono del tempo. Il tempo è un’opportunità preziosa che ci viene donata per scoprire l’amore di Dio e dei fratelli. I miei auguri non scomodano né le stelle né altre usanze, partono dalla convinzione che Dio è vicino a noi, non si sostituisce alla nostra libertà e che i giorni che ci aspettano sono comunque giorni buoni per la salvezza. Al Signore chiedo, con l’insistenza da lui insegnata, il dono della salute, del lavoro e del benessere per i più poveri, rendendoci pronti a conformarci nell’impegno secondo la statura del vangelo che può sempre cambiare, anzi trasfigurare, il mondo nel quale viene annunciato.
La Gran Madre di Dio rivolga a noi i suoi occhi e ci dia fiducia. Buon  anno a tutti".
 
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