Sabato, 07 Novembre 2015 09:23

LA RIFLESSIONE/ A proposito di candidature, politiche fumanti contro politiche fumose... In evidenza

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Di VITO MASSIMANO

Piovono candidature a Taranto.

Alcune timidamente sussurrate (e poi definite frutto di un malinteso),  altre gridate in tv, altre ancora decise nelle segrete stanze di qualche bassa consorteria locale (un patto del Nazareno “alle cozze”) e residualmente qualcuna animata da sentimenti magari discutibili ma autentici.

Ha fatto notizia, nel vuoto cosmico tarantino, quella di Angelo Mellone annunciata a mo’ di provocazione e legata a quella di Michele Riondino.

Non so se alla fine Mellone si candiderà.

Magari voleva solo gettare un sasso in uno stagno, fornire uno spunto di riflessione, una provocazione D’Annunziana utile a vincere il torpore di una città che si innamora di slogan senza farsi troppe domande.

Fatto sta che, a ben vedere, il suo personalissimo dibattito a distanza con Michele Riondino, Mellone lo ha già vinto. Tre a zero e palla al centro.

 E ciò lo si evince dal fatto che da una parte c'è la richiesta di un pubblico dibattito sul futuro della città  cui si contrappongono tesi di  Riondino di questo tenore: “che fai ti candidi perché io ti sto antipatico, mi sgonfi le ruote dell’auto?”. Può essere lo slogan di un concerto ma non è una argomentazione accettabile all’interno di un dibattito che auspicheremmo più maturo e di livello.

Questa, lungi dall’essere una risposta banale o ironica, è un programma politico che la dice lunga sulla forza delle idee “ambientalqualunquiste”.

E’ una replica imbevuta di quel vittimismo tutto tarantino che non fa seguire mai la proposta alla denuncia mistificando la realtà con secchiate di progetti irrealizzabili ed utopie mascherate da disegni faraonici che inizieremo a realizzare domani e che ci renderanno ricchi dopodomani.

Poi questo domani non arriva mai,  l’oggi si fa sempre più grigio e puntualmente si ripiomba nella spirale delle piastre logistiche, del turismo enogastronomico, della strategicità della cozza tarantina, delle bellezze paesaggistiche e del turismo culturale.

Mellone avrà posizioni non gradite a tutti ma almeno, se ho capito le sue proposte, auspica una battaglia sull’ambientalizzazione dello stabilimento (se non è possibile lo si chiuda) per salvaguardare la storia industriale della città. Contestualmente ben venga la rinascita culturale, turistica, portuale ed ambientale della città.

 Il tutto senza salti nel buio, velleitarismi ed in un quadro di osmosi tra Taranto ed il suo tessuto industriale.

Gli altri fanno pensierini, immaginano rivoluzioni con i fiorellini nei cannoni ma non ci dicono come, in che tempi e cosa si fa nel frattempo. Gli altri immaginano futuri alla Bilbao senza dirci come.

Insomma quella di Mellone sarà anche una prospettiva ricca di ciminiere ma almeno è una politica fumante, diciamolo, contrapposta ad una visione fumosa. 

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