Lunedì, 27 Luglio 2015 21:13

Processo Scazzi: confermati gli ergastoli per Sabrina Misseri e la madre Cosima In evidenza

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La speranza degli imputati di veder ribaltato il verdetto di primo grado si è dissolta al termine dell'ennesima lunga, calda giornata di questa estate. Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano continueranno ancora per chissà quanto tempo a proclamare la propria innocenza, a sostenere di non aver ucciso la povera Sarah Scazzi, a tentare di dimostrare che con il terribile omicidio del 26 agosto di cinque anni fa non ebbero a che fare perché (a loro dire) ad essere artefice di ogni cosa fu un altro della famiglia: Michele, Michele Misseri.

Madre e figlia sono certe di essere vittime di un'ingiustizia, di un gravissino pregiudizio, ma, per adesso, questa rimane una loro convinzione. La Corte d'Assise di Appello di Taranto, al termine di una camera di consiglio durata circa 80 ore, non ha ritenuto di apportare cambiamenti a quanto già stabilito dai giudici di primo grado. Nessuno sconto significativo, nessuna riforma della sentenza per i principali imputati. L'epilogo del processo per i fatti di Avetrana non muta: per il collegio giudicante presieduto dalla dott.ssa Patrizia Sinisi ad aver ammazzato Sarah furono la cugina Sabrina e la zia Cosima Serrano. Si trattò di un assassinio dalle modalità agghiaccianti (la ragazzina fu strangolata e poi il suo cadavere fu gettato in fondo ad un pozzo in contrada “Mosca”, ad alcuni chilometri dal luogo del delitto). Un crimine che, originato da questioni di gelosia, i giudici hanno deciso di sanzionare con il massimo della pena per entrambe le inquisite. Ergastolo confermato, quindi. Così come era stato deciso nell'aprile di due anni fa e così come era stato richiesto in sede di requisitoria dal rappresentante dell'accusa dott.ssa Antonella Montanaro. Che, a chiusura di un'articolata ricostruzione dei fatti, non aveva mostrato dubbi nel considerare Sabrina e sua madre Cosima responsabili per quanto accaduto.

In attesa delle motivazioni, appare chiaro a tutti che nemmeno questa volta le parole di Michele Misseri (difeso dall'avv. Luca Latanza) hanno fatto breccia. Il contadino di Avetrana, proprio a seguito delle sue contraddittorie dichiarazioni, è stato ritenuto non credibile. Lui, anche nel corso di questo processo di appello, ha tentato di far passare come realtà quello che ormai racconta da anni. E cioè che ad aver ucciso Sarah è stato solo e soltanto lui. Una tesi che i giudici hanno considerato alla stregua di un disperato tentativo messo in atto per salvare sua moglie Cosima e sua figlia Sabrina da un destino giudiziario che, a questo punto, prima di diventare inappellabile dovrà essere valutato dalla Cassazione. Comunque, anche lui, Michele Misseri, dovrà pagare per questa vicenda. Come sostenuto dal p.g., pure lo zio di Sarah ricoprì un ruolo in questa brutta storia. Secondo l'assunto accusatorio, il contadino di Avetrana avrebbe avuto il compito di far sparire il cadavere della ragazzina occultandolo in un pozzo che mai nessuno avrebbe dovuto trovare. Un pozzo che, molto probabilmente, avrebbe celato per sempre la tragica fine di Sarah se proprio Michele Misseri, in preda ad una crisi di coscienza, non avesse deciso di indicarlo agli inquirenti. Inizialmente, l'agricoltore si addossò ogni colpa per l'assassinio della nipote illustrando un torbido movente a sfondo sessuale. Fu una confessione in piena regola ed all'epoca ogni cosa lasciava ritenere che il caso fosse chiuso. Un'impressione che, però, di lì a poco si rivelò sbagliatissima. Michele Misseri ritrattò le sue dichiarazioni chiamando in causa la figlia e, di conseguenza, riaprendo le indagini. Sabrina fu arrestata, alcuni mesi dopo la stessa sorte toccò alla madre Cosima perché secondo la Procura “una delle due strangolò Sarah mentre l'altra la teneva ferma”. Tutto finito? Nemmeno per sogno. Il contadino di Avetrana attirò nuovamente ogni attenzione su di sé sostenendo di aver mentito e di aver coinvolto ingiustamente la figlia. In pratica, Michele Misseri disse che il vero autore dell'omicidio era stato lui e che le due familiari non c'entravano nulla.

Fino a che punto queste ritrattazioni hanno avuto un peso lo stanno a dimostrare i verdetti emessi dai giudici di primo e secondo grado. Lo zio di Sarah non è stato creduto: per lui la condanna a 8 anni per soppressione di cadavere è rimasta immutata, mentre a Sabrina e sua madre Cosima (difese dagli avvocati Coppi, Marseglia, De Iaco e Rella) è stato ribadito l'ergastolo. Per quanto concerne il resto degli imputati, la Corte ha modificato più di qualcosa del precedente verdetto: il fratello di Michele Misseri, Carmine Misseri (difeso dall'avv. Lorenzo Bullo), dovrà scontare cinque anni e 10 mesi per soppressione di cadavere; l'avv. Vito Russo Junior (difeso dall'avv. Gianluca Pierotti), ex legale di Sabrina un anno e 4 mesi per favoreggiamento; mentre Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano (difesi dall'avv. Pasquale Lisco) sono stati assolti (in primo grado si videro infliggere un anno); pena confermata per Giuseppe Nigro (difeso dall'avv. De Laurentiis) a un anno e quattro mesi. Questa la decisione che suggella la seconda parte di una storia processuale forse non ancora pronta per essere chiusa definitivamente.

Letto 1061 volte Ultima modifica il Lunedì, 27 Luglio 2015 21:51