Giovedì, 23 Aprile 2015 10:02

L'incontro/ Il giudice Morelli agli studenti di Massafra: "Ricordo con rammarico il "silenzio colto" davanti allo sradicamento degli ulivi per far posto all'acciaieria" In evidenza

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Il presidente emerito del Tribunale ospite del Rotary Club Massafra ha incontrato gli studenti del liceo "De Ruggieri"

 

di ANTONIO BIELLA

 

 

 

 

 

 

<La differenza tra la nostra e la vostra generazione? – ha chiesto il giudice  Morelli agli studenti del Liceo “De Ruggieri” – Voi avete ereditato i nostri tempi: la storia di ieri ha fatto la storia di oggi. Di diverso c’è la velocità di questi anni>.

Il presidente emerito del Tribunale di Taranto,  il dott. Antonio Morelli, ha raccolto dalla memoria gli ultimi cinquant’anni li ha raccontati e li ha paragonati ai giorni nostri durante una conversazione organizzata dal Rotary Club Massafra per gli studenti del Liceo “De Ruggieri” di Massafra.

Gli onori di casa sono stati fatti dal preside della scuola, il prof. Stefano Milda, e dalla presidentessa del Rotary Massafra, la prof.ssa Silvana Milella che ha fatto suonare gli inni (secondo l’uso rotariano) , salutato gli ospiti e presentato il relatore.

<Sono appartenuto  a una generazione felice – ha esordito Morelli -  con i piedi nel medioevo e la testa nel Duemila. Non ho conosciuto guerre, ho vissuto il periodo della ricostruzione, della speranza, della proclamazione dei grandi diritti e  delle grandi scoperte, dello sbarco sulla luna e del benessere crescente,  e soprattutto ho potuto vivere  una stagione di valori che rendevano bella la giovinezza. Anche le ideologie, giuste o sbagliate che fossero, davano una bussola>.

Ha poi elencato un po’ di ricordi personali: della bellissima Taranto, che lui  giovane ritraeva  con gli acquerelli; e dell’importante figura paterna, medico come una volta sapevano essere i medici, e uomo di vasta cultura. Una città bellissima  cinquanta o sessant’anni fa, poi sempre più deturpata dalla speculazione edilizia e dall’industria.

<Ricordo con rammarico il “silenzio colto” davanti agli ulivi sradicati per l’acciaieria; o davanti al  venir su del “grattacielo”  che in viale Virgilio, all’altezza di via Cavallotti, occultò per sempre la costa di Mar Grande.> Ha ricordato  il magistrato specificando quel “silenzio colto” come silenzio di chi aveva i mezzi culturali per levare la propria voce e non lo fece.

Ma non ha trascurato di parlare del “mestiere” di magistrato, iniziato a soli 25 anni, un mestiere “bellissimo e difficilissimo” che comporta il dover giudicare gli altri  <In libertà,  con le sole imposizioni delle leggi e della propria coscienza, facendo di tutto perché il legale e il giusto coincidano>.

Poi il ricordo dei primi processi ai “colletti bianchi”, in seguito diventati quasi una moda, chiedendosi se prima la legalità era più diffusa di oggi o se la giustizia fosse più pigra. E perché oggi è il contrario sfociato in un perenne scontro tra politica e magistratura. Quindi un monito: <Il giudice non deve fare crociate per la legalità>.

In conclusione, Antonio Morelli ha lanciato a una sfida alle centinaia di giovani presenti: <Dovete essere diversi da noi. Da noi che abbiamo fatto cose belle ma anche brutte come il debito pubblico, la natura dilaniata, il cattivo esempio dei governanti. Quei valori che noi abbiamo lasciato cadere – ha concluso – tocca a voi riprenderli>.

Al termine, dopo applausi davvero molto prolungati,  ha tratto le conclusioni dell’incontro l’Assistente del Governatore  Mauro Magliozzi.

Antonio Biella

Letto 1270 volte Ultima modifica il Giovedì, 23 Aprile 2015 16:00