Sabato, 18 Aprile 2015 20:24

“Xylella fastidiosa”: L’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia rivendica l'enorme lavoro svolto con istituzioni scientifiche ed enti di ricerca. In evidenza

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Con riferimento agli articoli di stampa apparsi in questi giorni nei quali si tende ad evidenziare l'inerzia della Regione sulla fitopatia “Xylella fastidiosa”, l'Osservatorio fitosanitario regionale respinge fermamente le generiche accuse avanzate dalla stampa, rivendicando l'enorme lavoro svolto insieme alle istituzioni scientifiche ed enti di ricerca. Ciò a tutela e difesa della professionalità e competenza delle persone che, con serietà e grandi sacrifici, hanno lavorato in questi anni su questa e altre fitopatie, nell'interesse esclusivo della Puglia.

Sul batterio da quarantena Xylella fastidiosa non esisteva e non esiste un libretto delle istruzioni nel quale vi sono indicate le cose da fare, come farle e in che tempi farle, rispetto ai quali valutare i presunti inadempimenti. Esistono le regole di carattere generale per fronteggiare una fitopatia contenute nella direttiva comunitaria 2000/29, nel decreto legislativo 214/2005 e nelle altre fonti normative di riferimento. Ma è di tutta evidenza che ogni fitopatia è una storia a sè e i sistemi di lotta vanno costruiti sul campo, attraverso molteplici conoscenze di tipo agronomico, fitopatologico, entomologico, ecc.

Ciò vale ancora di più se si tratta del primo ritrovamento in Europa di Xylella fastidiosa e del primo ritrovamento al mondo su olivo che interessa una vastissima zona e altre specie ospiti,  anche ornamentali. Quindi non solo le aree agricole ma anche quelle dei giardini privati e pubblici, dei terreni incolti e abbandonati, delle strade comunali, statali e provinciali.
Alcune date possono consentire di chiarire a lettori in buona fede, sia pure in maniera non esaustiva, i tempi della evoluzione della malattia e della graduale conoscenza del batterio. 

Vale la pena sottolineare che tutt'oggi la diagnosi sulla infezione batterica non può considerarsi ancora completa e molti aspetti necessari all’attuazione e individuazione delle azioni di contenimento e prevenzione non sono conosciute e lo potranno essere all'esito di studi e ricerche che richiederanno anni per lo svolgimento e la validazione scientifica dei risultati.

Inoltre va considerato che l'Osservatorio è una struttura amministrativa che agisce a seguito di emanazione di atti amministrativi nei confronti dei quali è garantita la tutela dei soggetti terzi, destinatari dei medesimi atti, in sede giurisdizionale. La dotazione organica dell'Osservatorio impegnata su Xylella era composta da un dirigente, un funzionario e sei ispettori fitosanitari.

Di seguito:

Maggio 2013 - l'Osservatorio ha ricevuto le prime segnalazioni di disseccamenti nella chioma degli alberi di olivo. Il sintomo poteva essere riconducibile a molteplici circostanze, alcune, del tutto naturali. Sono stati esaminati più aspetti anche in considerazione della presenza di funghi e rodilegno.

15 Ottobre 2013 – le Istituzioni scientifiche che affiancavano l'Osservatorio hanno comunicato il ritrovamento della Xylella fastidiosa su olivo, mandorlo e oleandro. Non si conoscevano altre piante ospiti, né il vettore né la subspecie del batterio. Sono seguite le comunicazioni dovute a Ministero e Commissione europea.

23 Ottobre 2013 – E’ stata adottata la prima delibera contenente le prime indicazioni sulla base delle conoscenze al momento inerenti il monitoraggio, la ricerca, le azioni a carico dei singoli proprietari e conduttori, pubblici e privati. Ciò avveniva ad appena otto giorni dal ritrovamento e a cinque mesi dalle segnalazioni dei disseccamenti. L'attuazione delle disposizioni contenute nella delibera necessitava della delimitazione delle aree a seguito di apposito monitoraggio e quindi della individuazione dei soggetti obbligati alle azioni individuate. 

Novembre 2013 è stato avviato il monitoraggio a maglie larghe su tutto il territorio pugliese al fine di escludere la presenza della Xylella su altre Provincie per limitare le misure restrittive che la commissione europea avrebbe potuto assumere. Il monitoraggio ha comportato il prelievo e l'esame di sedicimila campioni per i quali è stato ex novo impostato una metodologia di monitoraggio e perfezionato le metodologie di analisi. Il risultato delle analisi ha consentito l'individuazione dell'area infetta di Gallipoli e di ulteriori 5 focolai.

17 marzo 2014: è stato individuato il ceppo in una subspecie presente in Costa Rica. 

14-15 aprile 2014: all'esito del monitoraggio si è proceduto, su stringente indicazione della Commissione europea, fatta al Ministero dell'agricoltura, all’estirpazione di 104 piante di olivo infette nei 5 focolai puntiformi.

18 aprile 2014: con determina dell'Osservatorio sono state individuate le aree infette risultanti dal monitoraggio. 

5 maggio 2014: sono stati individuati tre insetti vettori, tra i quali la sputacchina, e si è potuto dare avvio alle ricerche sulla biologia del vettore e sulla numerosità della loro presenza sul territorio del Salento.

Luglio 2014: con la predisposizione delle “Linee guida” sono state date ulteriori indicazioni a proprietari e conduttori sulle azioni da effettuare e le loro modalità. 

Giugno 2014: è stata riprogrammata la fase di monitoraggio con maglie strette, finalizzato a individuare, con punti georefenziati a terra, l'area infetta e la zona cuscinetto per il focolaio di Gallipoli e per i 5 focolai puntiformi. Si sono riscontrate ulteriori piante con sintomi e nuovi focolai nei quali, anche per effetto delle temperature, si erano manifestati sintomi di pregresse infezioni. La delimitazione delle aree consente di individuare i singoli sfogli e particelle di terreni ricadenti nelle differenti aree delimitate e quindi i corrispondenti proprietari e conduttori soggetti agli obblighi imposti dai provvedimenti dell'osservatorio. Le constate manifestazioni dell'infezione riscontrate su numerosi territori della provincia leccese hanno obbligato ad una modifica sostanziale dell'approccio alla malattia,  giungendo ad individuare la provincia di Lecce come area infetta, evitando così di ottemperare alla decisione comunitaria che imponeva altrimenti, l'eradicazione di tutte le piante infette nei nuovi, numerosi, focolai puntiformi. Ciò ha pero determinato la necessità di dover procedere ad un ulteriore monitoraggio e nuova delimitazione di aree.

Ottobre 2014: il Comitato tecnico scientifico nazionale, istituito a fine settembre con specifico decreto ministeriale, individua e suggerisce le pratiche agronomiche da fare nelle differenti aree delimitate. 

Si evidenzia che nel contempo sono stati fatti numerosi controlli i nei vivai al fine di evitare la movimentazione delle piante ospiti e all'esito dei quali non sono state irrogate sanzioni perché non sono state rilevate irregolarità nella movimentazione.

È stato anche eseguito il monitoraggio sulla presenza di piante ospiti di Xylella nei vivai.

Per quanto attiene l'irrogazione delle sanzioni agli agricoltori si è ritenuto che non vi fossero i presupposti per elevare sanzioni in assenza di una delimitazione di aree che doveva consentire, oltre che individuare gli obblighi, anche di individuare i soggetti obbligati. Si è ritenuto che l'irrogazione delle sanzioni non fosse sostenibile né sul piano degli elementi necessari ad irrogare né su quello dell'effetto repressivo insito nella sanzione.

E’ rilevante sottolinea che le conoscenze della biologia degli insetti vettori e di quella del batterio sono stare acquisite con ulteriori dettagli nei mesi di ottobre, periodo in cui la sputacchina iniziava fase di quiescenza, per la fine della generazione. Pertanto non era tecnicamente valido intervenire specificatamente nei suoi confronti.


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