Lunedì, 16 Marzo 2015 12:34

L'incontro/ " Ogni forma di discriminazione è funzionale a un progetto economico", Pino Aprile all'Alfieri per presentare il suo libro "Terroni 'ndernescional" In evidenza

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“Non si diventa terroni (o... terronen) per latitudine, ma ogni volta che si nega la parità fra cittadini di uno stesso Stato (o fra paesi dell’Unione Europea). È la volontà che fa le differenze”.

Di questo e molto altro ha parlato il giornalista scrittore Pino Aprile durante un interessante incontro tenuto nell'Istituto comprensivo Vittorio Alfieri di Taranto. Lo scrittore ha presentato il suo ultimo lavoro "Terroni ndernescional". L'incontro con l'autore che rientra in una rassegna fortemente voluta dalla preside Anna Maria Settanni ha rappresentato un primo, significativo contributo, arricchito dalle note del talentuoso violinista tarantino Francesco Greco.

“Ho cercato di capire perché sia di fatto assente la Sardegna nella nostra storiografia- ha detto Pino Aprile nel corso della presentazione- e sono finito in Germania Est, sulla scia di un modo per rendere minoritari alcuni paesi e la loro gente, che i tedeschi ora vorrebbero estendere all’intera Unione Europea.

Se “terroni” vuol dire considerare l’altro qualcosa di meno, l’Europa mediterranea rischia di essere “terronizzata”, a partire dalla Grecia. Dopo l’Unità d’Italia fatta con una guerra non dichiarata, massacri e saccheggi, sono stati scritti un numero sterminato di libri per indagare e spiegare “il ritardo” (che non c’era) del Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia. Ma dai confronti fra ex Regno delle Due Sicilie e Piemonte, è tenuta fuori la Sardegna. L’isola, che pure portò ai Savoia la dignità regale (il Piemonte non era Regno, la Sardegna sì), divenne “una fattoria” di Torino e Genova; i suoi abitanti esclusi dallo sfruttamento delle risorse locali, il suo territorio dalla realizzazione di infrastrutture. La Sardegna governata dai Savoia, al momento dell’Unità era la regione con meno strade, più analfabeti e manco un metro di ferrovie. Fu il vero Sud; il primo.

Ogni forma di discriminazione- ha proseguito Aprile- è funzionale a un progetto economico. E quei criteri sono stati adottati, dopo il crollo del muro di Berlino, nel 1989, dalla Germania Ovest a danno di quella Est, letteralmente saccheggiata e colonizzata (sono termini usati dagli analisti tedeschi), riducendo la popolazione in stato di minorità, sottraendo loro o chiudendo le aziende capaci di far concorrenza a quelle dell’Ovest. Così, nonostante nelle regioni dell’Est siano state realizzate tutte quelle infrastrutture mai fatte nel nostro Sud, un tedesco orientale su due oggi vive di sussidi statali; i giovani vanno via, la natalità è ridotta quasi a zero”.

 

 

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