Unite nello sdegno per la bocciatura da parte del Consiglio regionale pugliese della doppia preferenza da inserire nella legge elettorale con buona pace per la parità di genere, le donne ioniche condividono amarezza e delusione ma anche voglia di reagire alla vigilia di un 8 marzo che rischia di trasformarsi sempre di più in uno stanco e inutile rituale pervaso da retorica e ipocrisia. Ecco la posizione di Francesca Battista del Corrdinamento Democratiche Puglia, Maria Grazia De Pasquale che firma una nota della Casa delle Donne di cui è presidente Annalisa Cangiulli, Gianna Cavallo responsabile provinciale Pari Opportunità dell'UDC.
"Il Consiglio regionale della Puglia - scrive la Battista- con il voto contrario di soli 22 consiglieri e 37 favorevoli di cui 15 della maggioranza. ha approvato una Legge Elettorale che archivia la doppia preferenza uomo/donna, confermando lo status quo di un consiglio che rinuncia ad una scelta di civiltà e ipocritamente si nasconde dietro al voto segreto, per far valere con la forza dei numeri la propria ...arretratezza e i limiti di una egemonia maschile perpretata negli anni , sono solo 3 su 71 componenti le donne in Consiglio. Al netto di alcuni...pochi distinguo e motivazioni di responsabilità che a volte possono non bastare a giustificare gli esiti deludenti di battaglie comuni a sinistra e nel PD, dal punto di vista dialettico, delle argomentazioni sopratutto per voce del capogruppo di FI, in aula si è potuto registrare un decadimento e arretramento del dibattito. Ancora una volta le Donne di Puglia sono state tradite e con loro i 50.000 pugliesi che nel 2013 con le loro firme avevano promosso la Legge 50/50 per la parità di genere a modifica dell'attuale Legge Elettorale, dando vita ad un movimento trasversale per una battaglia di civiltà. Ora non basta più l'indignazione...condivido le dichiarazioni di Michele Emiliano mio Segretario regionalePD e candidato Presidente....ma devono concretizzarsi...scelte forti come quella di donne capolista per le liste del Candidato Presidente del PD e l' impegno come, sicuramente presidente eletto della Puglia, a sostenere la battaglia delle Donne di Puglia per la Parità e ad approvare da subito una nuova legge elettorale che preveda la doppia preferenza uomo/donna e rimuova gli ostacoli per una reale parità . che- conclude Francesca Battista devono ritrovare in primis sostegno delle Donne e degli Uomini del PD e del Centrosinistra. Noi Democratiche di Puglia questa sfida non possiamo che coglierla ed essere convinta ente in campo perché si vinca."
La Casa delle Donne attribuisce la decisione del Consiglio regionale pugliese alle solite logiche di "potere e connivenza trasversale" , mette in evidenza le posizioni diverse assunte da consigliere come Lemma e Nuzziello, evidenzia la necessità di fare squadra al femminile.
Ecco il testo dell'intervento.
"Quello che è accaduto in Consiglio Regionale segna per noi donne pugliesi una pagina buia e mortificante ma è altrettanto evidente che l’esito della votazione sulla doppia preferenza di genere ha rappresentato un giorno molto triste anche per la politica in generale.
La doppia preferenza non è passata e quindi i cittadini pugliesi saranno chiamati ad eleggere, nel prossimo mese di maggio, un Consiglio regionale composto in maggior parte da uomini.
Non che la cosa ci sconvolga in modo particolare atteso che nell’attuale Consiglio regionale siede un numero risibile di donne, solo 3 su 68 uomini, e questo in netta controtendenza anche con le proporzioni uomo/donna di tutti i principali ruoli dirigenziali e di responsabilità nelle pubbliche amministrazioni, nell’istruzione, nella magistratura, nelle forze dell’ordine e nell’esercito.
Nessuna di noi si era certamente illusa che sarebbe stata una vittoria facile ma le buone intenzioni manifestate da entrambi gli schieramenti politici alla vigilia delle votazioni, compresi i candidati alla presidenza del Consiglio regionale, Emiliano e Schittulli, ci avevano fatto ben sperare almeno che sulla questione di genere si cominciasse ad avere una visione comune e si potesse iniziare ad intraprendere percorsi condivisi.
L’esito nefasto della votazione è stato definito da Vendola una “ inversione cavernicola” , io direi invece che siamo alle solite logiche di potere e connivenza trasversale che purtroppo contraddistinguono la politica declinata al maschile.
Infatti a ben guardare gli eventi con un occhio malizioso, la riduzione delle poltrone in Consiglio regionale, da 70 a 50, a partire già dalle elezioni di maggio, ha gettato nel panico coloro che pensano di non farcela a ricollocarsi su quelle poltrone. Cinicamente quindi, approfittando della richiesta del voto segreto proposto dalla minoranza, vigliaccamente hanno deciso di votare secondo i loro esclusivi interessi .
Un ringraziamento particolare riteniamo vada invece fatto alla consigliera Anna Rita Lemma per essersi strenuamente spesa in favore della doppia preferenza, meccanismo grazie al quale l’elettore avrebbe potuto esprimere, solo se lo avesse voluto, la seconda preferenza e , solo in questo caso, la preferenza sarebbe stata di genere diversa dalla prima. Non vi era quindi alcun obbligo di esprimere la doppia preferenza ma era solo una ulteriore possibilità che si intendeva dare all’elettorato, il quale avrebbe potuto autonomamente decidere se utilizzarla. Ma forse, anche su questa modalità di votazione si è voluto mantenere un profilo di scarsa informazione.
Va invece registrato con disappunto la posizione assunta, sempre in Consiglio regionale, da un’altra donna, la consigliera Anna Nuzziello, la quale si è espressa affermando che l’elettore al momento del voto, al di là dell’identità di genere, deve valutare le competenze dell’eletto…!!! Affermazione pleonastica, che non tiene conto, non si sa quanto in buona fede, delle modalità di formazione delle liste elettorali che favoriscono una rappresentanza maschile così schiacciante, a meno che non si voglia ritenere che “la politica è materia naturalmente riservata agli uomini in quanto portatori di specifiche competenze…!!!”
Non sfugge certo a nessuno, e tanto meno a noi donne, che la parità di genere in politica non passa attraverso la individuazioni di quote da destinarsi in favore di una categoria ritenuta bisognosa di tutele proprio per la sua diversità di genere, trattamento per altro di solito riservato a categorie in estinzione. La rivendicazione che ormai da anni molte di noi cercano di portare avanti nasce dalla necessità di far passare un principio di reale eguaglianza uomo/ donna e di pari opportunità anche in politica dove certamente, in questo delicato momento storico, potremmo apportare contributi significativi e rappresentare un ventata di novità in un contesto politico sempre più avversato dall’elettorato e sempre più autoreferenziale.
Accusata la sconfitta, dovremmo cominciare ad interrogarci sul perché questo sia potuto accadere , sulle nostre eventuali responsabilità legate anche alla nostra difficoltà di “fare squadra”. La questione della complicità tra donne in politica è una questione molto antica e delicata che ritengo però vada affrontata se non vogliamo continuare a registrare risultati così deludenti. "
Ritiene doveroso che i consiglieri regionali porgano le loro scuse alle donne pugliesi, Gianna Cavallo dell'UDC che scrive:
"Premesso che non sono per le quote rosa ne per i recinti di genere,mi sono sempre battuta per la meritocrazia,e la parità di competizione.
Il Consiglio Regionale con un voto vile, ha scritto un’altra pagina nera della sua storia, la bocciatura della legge di iniziativa popolare per la riforma della legge elettorale è uno schiaffo ai cittadini pugliesi, che hanno richiesto con la loro firma la modifica della legge regionale per introdurre la parità di genere nella rappresentanza e la doppia preferenza.
Le donne dell’UDC hanno sempre espresso la volontà di agevolare la partecipazione delle donne alla vita pubblica per una crescita sociale e per il bene della democrazia. E’ finita la farsa. I Consiglieri Regionali, la smettano di fare dichiarazioni ipocrite e chiedano scusa a tutte le donne pugliesi.
Esprimo la solidarietà alle nostre militanti, e a tutte le donne,in particolare del PD,di SEL e degli altri partiti, che si sono impegnate per sottoporre la proposta di iniziativa popolare al Consiglio Regionale. Illuse e deluse dai nostri dirigenti."

