Sabato, 06 Dicembre 2014 19:17

LA POLEMICA - Cantieri di cittadinanza, SdS: "L'assessore Nardoni parla a sproposito". Nardoni: "SdS fa un minestrone di un po' di tutto" In evidenza

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E' un botta e risposta senza esclusioni di colpi quello tra il gruppo SdS e l'assessore regionale Fabrizio Nardono. Un feroce testa a testa che si gioca sui finanziamenti relativi ai Cantieri di cittadinanza e all'allarme lanciato da Nardoni circa il rischio di perderli a causa dell'inattività del Comune di Taranto.

Rilievi, questi, che iul gruppo SdS ha restituito al mittente non lesinando duri attacchi. "Le primarie per la scelta del candidato governatore del centrosinistra - affermanon i componenti di SdS - hanno impresso un’accelerazione in vista della campagna elettorale della prossima primavera; fin qui tutto normale. L’aspetto strano, invece, consiste nelle assurdità politiche espresse da autorevoli esponenti istituzionali che hanno fatto, è proprio il caso di dirlo, esternazioni a sproposito. Andando nel concreto, forse per darsi coraggio dopo la batosta rimediata da Dario Stefàno, è intervenuto l’assessore regionale Fabrizio Nardoni che ha attaccato l’Amministrazione Comunale di Taranto, la quale, a suo dire, rischierebbe di rimanere fuori dalla ripartizione dei fondi sui progetti relativi ai cantieri di cittadinanza. Invitiamo Nardoni - dicono gli SdS - ad informarsi meglio, onde evitare, brutte figure: infatti, per esempio, per i cantieri di cittadinanza è in corso un’attività sinergica con l’assessore regionale Leo Caroli,  e dunque il sindaco Stefàno è tutt’altro che inerte. Infatti proprio nella giornata di martedì 9 sono stati convocati i sindaci di tutti i Comuni della provincia ed i Sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl proprio per invitarli a sottoscrivere un protocollo unitario con la Regione Puglia. Dispiace - aggiungono - che Nardoni muova critiche al Comune di Taranto solo ora che siamo praticamente in campagna elettorale, forse volendosi togliere qualche spina con chi, per le primarie, non ha seguito la linea di Vendola. Bene ha fatto allora il primo cittadino ionico a sottolineare che non prendiamo ordini da nessuno. Nardoni farebbe bene a badare alle problematiche del suo assessorato e a spiegare ai tarantini quali risultati ha prodotto, augurandosi che le sue fortune politiche siano migliori di quelle calcistiche. Per concludere, invitiamo Nardoni a mettere da parte la “partigianeria”, lo spirito di parte: ciò al fine di evitare che queste divisioni e questi particolarismi facciano il gioco delle altre province pugliesi e confinino Taranto nell’isolamento. Dividi et impera dicevano i latini e mai altro brocardo fu così azzeccato! Stesso discorso - conclude SdS -vale per Angelo Lo Russo, coordinatore provinciuale della Puglia in più”.

E la replica dell'assessore Nardoni non si è fatta attendere. "Gli SdS - esordisce Nardoni - parlano di intensa attività per l’avvio dei Cantieri di cittadinanza e per il Protocollo sul lavoro minimo di cittadinanza. Se è così ne sono davvero felice. Significherà che le sollecitazioni mosse nell’ordine dal segretario generale della Cgil di Taranto, da me e dallo stesso assessore Caroli, solo due giorni fa, sono servite a qualcosa. Mi spiace, però, - aggiunge Nardoni -  che una sollecitazione di carattere politico, un invito a far presto per il bene della collettività, venga avvertito dalle sensibili personalità degli Sds come una minaccia. Un offesa così grave tanto da dover spendere su questo tema argomenti che nulla c’entrano con la questione:  le primarie, il risultato di Dario Stefano (per niente deludente vista la sproporzione delle forze in campo – ndr), il sempre buono “divide et impera” di romana memoria,  il Taranto Calcio e chi più ne ha più ne metta. Ma si sa - sottolinea l'assessore regionale - la miglior difesa è l’attacco o in alcuni casi la fuga, specie se son gli argomenti a mancare".

Ecco perchè Nardoni bolla l'intervento della segreteria del partito vicino al sindaco come "un minestrone" in cui gli Sds "mettono un po’ di tutto, dimenticando che altrove un assessore regionale, addirittura della stessa area politica seppure tecnico, che invita la sua comunità a far presto per tentare di dare risposte ad un territorio afflitto dal dramma del non lavoro, verrebbe considerato uno che lavora per il bene comune. Torno pertanto alla ragione del mio intervento di allora e della mia replica di oggi. Non mi interessano le polemiche. Io so soltanto che da esponente della Giunta regionale avrei voluto vedere maggiore protagonismo e maggiore interesse ad esempio su bandi e opportunità, e non essere costretto a registrare spesso un triste non pervenuto. Resto a disposizione degli SdS, di tutta la maggioranza, così come anche di tutte le forze di opposizione del Comune di Taranto e di tutti gli altri enti istituzionali del mio territorio, - conclude Nardoni - sperando di poter essere utile al territorio da cui provengo. Anche per sfatare la nomea dei tarantini nemici di se stessi. Si faccia, dunque, con tutte le forze e le risorse in campo. Ma si faccia presto. In caso contrario non me ne vogliano anche gli SDS, ma continuerò ad invitare, esortare, spronare e incalzare".

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