Martedì, 25 Novembre 2014 00:21

L'INIZIATIVA- Il sindaco StefĂ no: "A "Tempa Rossa" abbiamo detto no!" In evidenza

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Tempa Rossa? Come Amministrazione abbiamo già votato “no” e il discorso è chiuso. Il dissesto? Ne stiamo uscendo, siamo diventati un Comune virtuoso, abbiamo ottimizzato le risorse, ridotto le spese e siamo in attesa dell'esito della causa giudiziaria. Le emergenze ambientali ed occupazionali le stiamo affrontando per quanto, come tutti sapete, ci permettono le nostre competenze. A Roma non siamo andati con il cappello in mano, al Governo sono state rappresentate tutte le sofferenze della cittadinanza. E, poi, non mi si dica che non stiamo facendo nulla per i giovani. ”

Concetti e parole del sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, gradito ospite del secondo dibattito pubblico organizzato dal quotidiano d'informazione online “Giornale di Taranto” diretto dal dott. Angelo Lorusso. Un dibattito che ha avuto come scenario l'Aula Magna dell'Istituto “Pacinotti”, dove il primo cittadino del capoluogo ionico non ha risposto solo alle domande dei giornalisti, ma pure a quelle di numerosi tarantini che hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per... dove va la città. Che è stata la prima domanda rivolta al sindaco dal moderatore dell'incontro, il giornalista Pierpaolo D'Auria.

Bisogna tener conto- ha esordito Stefàno - che nei primi cinque anni non abbiamo potuto “comunicare” con la città per informarla su tutto ciò che si stava facendo. Eravamo alle prese con il dissesto e ci trovavamo nell'impossibilità di spendere un euro. Non potevamo avere il difensore civico, addetti stampa, staffisti e quindi non eravamo nelle condizioni di far conoscere le cose fatte. Abbiamo operato in condizioni difficilissime con un miliardo e 200 milioni di euro di debiti, che dovevamo pagare e con una serie di veti a cui non potevamo derogare. Potevamo fare solo una cosa: pagare i creditori.”

L'avvio del confronto con la platea è stato paragonabile ad un'auto appena messa in moto. Il sindaco ha spiegato come il Comune è diventato virtuoso ristrutturando immobili di sua proprietà per utilizzarli come uffici (ed in questo caso gli esempi sono stati quelli di Piazza Coperta e della nuova sede della Caserma della Polizia Urbana) o come sedi universitarie (l'ex Caserma Rossarol). Operazioni che hanno permesso di evitare il pagamento di fitti per centinaia e centinaia di migliaia di euro all'anno. Operazioni che sono servite per rivitalizzare le casse comunali e per venire incontro ai cittadini bisognosi.

Già, ma intanto, restando in tema di Università, si rischia di perdere i corsi...

Il problema dell'Università non dipende dal Comune di Taranto. - ha replicato il sindaco- C'è il Ministero, la Regione, noi la parte nostra l'abbiamo fatta. Fra i risultati ottenuti (a proposito, i viaggi a Roma non sono stati i “viaggi della speranza”, ma della certezza) devo ricordare che siamo l'unica città italiana che ha avuto la restituzione dei beni demaniali senza spendere un euro. Dobbiamo sbrigarci però ad utilizzare quelle aree, dobbiamo fare in fretta e bene. Perché altrimenti se non realizzeremo in tempi brevi quello che abbiamo progettato, quelle zone torneranno allo Stato. Abbiamo avuto per la Sanità finanziamenti destinati per l'assunzione di personale. E vorrei ricordare che siamo l'unica città ad aver ottenuto la zona franca al porto. Ce l'aveva pure il porto di Trieste, ma si parla di tanti anni fa.

Per la prima mezz'ora il sindaco ha evidenziato le attività svolte dalla sua amministrazione ricordando che c'è stata grande attenzione nel saper presentare al governo la sofferenza della città. Una città che ha dato tantissimo allo Stato da 150 anni e che adesso vuol far sentire la sua voce dopo aver subìto in passato decisioni senza poter obiettare nulla. Adesso è giunto il momento di chiedere per difendere ciò che abbiamo, come il Porto. Divenuto protagonista di una vertenza che, a detta del sindaco, potrà risolversi soprattutto quando dal prossimo mese si darà il via ai dragaggi che porteranno lavoro ridando fiato a tutto il territorio.

Il problema occupazionale e lavorativo a Taranto è una ferita aperta che diventa ancor più sanguinolenta se viene affiancato a quello ambientale. Ed stato a questo punto che anche il folto pubblico presente nell'Aula Magna ha voluto chiedere al sindaco che cosa potrà accadere: dalla questione “Tempa Rossa” a quella dell'Ilva.

Allora, voglio precisare che per “Tempa Rossa” l'Amministrazione comunale ha detto di “no”. Per noi il discorso è chiuso. Lo sviluppo di Taranto non passa da “Tempa Rossa”, ma dal Porto. Se arrivano container ci saranno posti di lavoro che non inquinano. Questo è il futuro della città. Ma non solo. Il futuro della nostra città è il patrimonio archeologico che dobbiamo valorizzare.”

La città ha fame di lavoro e la protesta degli autotrasportatori al Porto lo dimostra.

Sì, è un grosso problema, ma come amministrazione comunale siamo stati e siamo a fianco degli autotrasportatori. Noi difenderemo sempre i lavoratori. Noi siamo andati da TCT ed abbiamo detto “una parte di ragione l'avete, nel senso che pagate un molo che utilizzate poco o non lo state utilizzando”. E non solo. Abbiamo anche proposto alla TCT che fino a che non saranno avviati i lavori non pagheranno il canone. In pratica siamo andati incontro agli imprenditori affinché rimangano a Taranto. Noi continueremo a difendere i lavoratori. Noi possiamo essere orgogliosi dei nostri lavoratori per la loro professionalità. Noi siamo vicini alle sofferenze della gente.”

E i tagli ai servizi sociali? Nell'illustrare l'opera dell'Amministrazione, il sindaco ha segnalato che il capoluogo ionico è al secondo posto a livello nazionale per il welfare, per gli aiuti che vengono garantiti alle famiglie in difficoltà.

Siamo quelli che in Italia hanno impegnato più energie. A Taranto l'amministrazione è vicina alle esigenze delle persone. Abbiamo dei limiti, certo. Ma bisogna pur dire che negli ultimi tre anni il governo ci ha tolto 80 milioni di euro. E siccome non possiamo violare il patto di stabilità stiamo facendo delle verifiche per ridurre le uscite. E mi pare opportuno sottolineare che in 7 anni e mezzo non ci sono stati consiglieri comunali che (ad esempio) hanno fatto viaggi a spese dei tarantini.”

Nonostante le parole del sindaco, c'è stato però chi non si riconosce nella città descritta. Chi non dimentica gli ammalati per inquinamento. Chi chiede di chiudere l'Ilva. Chi chiede come si possa sfruttare il patrimonio archeologico se non ci sono treni, se non c'è un aeroporto, se l'autostrada è a 30 chilometri e se le navi turistiche non attraccano. Chi è contro la cementificazione e chi evidenzia come nel centro storico vi siano palazzi storici trascurati. Tutte questioni a cui il sindaco ha cercato di dare risposta.

Il Comune non ha competenza sulla politica industriale, sulla grande industria. Lo ha confermato il TAR. Il Comune non ha possibilità di operare in questo ambito. A Roma lo abbiamo sottolineato: c'è un aumento della sofferenza. Quando l'Arpa disse che c'erano dei rischi per la salute, chiesi se potevo far fare degli esami, degli accertamenti a spese del Comune. Ebbene, mi arrivò una lettera di diffida affinché non facessi verifiche a spese del Comune perché doveva farle l'Arpa. Io le mie battaglie contro l'inquinamento le faccio da anni. Abbiamo piantato migliaia di alberi. Gli alberi che sono stati tagliati li ha scelti un agronomo che ha segnalato il pericolo di caduta. Questa amministrazione è contro l'espansione, vogliamo evitare gli errori del passato. Che stiamo facendo? Stiamo facendo cose che in passato non sono state fatte, come i marciapiedi, le strade. Lo sapete che gli studenti dell'Istituto Pitagora di Taranto hanno vinto un concorso a livello nazionale su come valorizzare le bellezze delle proprie città? Il ministro Franceschini lo abbiamo invitato noi per far crescere ulteriormente il nostro museo e il settore del turismo. Il museo Maiorano: manca la targa, ma è anche vero che lo abbiamo ristrutturato noi. All'Università abbiamo dato delle strutture, fra cui Palazzo Delli Ponti che non è stato custodito. Siamo fra le poche città che non hanno aumentato le tasse. Il problema è che con le ristrettezze economiche dobbiamo gestirci al meglio. Quest'anno lo Stato ci toglierà altri 6 milioni. E per quanto riguarda l'aeroporto, voglio ricordare che la competenza è di Regione e Governo, il Comune non può far altro che organizzare voli charter.”

Il sindaco è stato un fiume in piena e dopo aver invitato all'unione per la difesa della città è passato a chiarire alcuni aspetti legati al dissesto.

Per cinque anni abbiamo provveduto a pagare i creditori. Adesso abbiamo 120 milioni di avanzo di bilancio. Che non possiamo toccare perché li dobbiamo preservare per i creditori fino a quando non si risolverà il problema giudiziario. La OSL ha già dei soldi del Comune, il 50 per cento di quello che avanza. Stiamo aspettando perché siamo in causa con la banca. Se vinciamo, il contratto è nullo. Se perdiamo... c'è da spararsi. Però abbiamo vinto in primo e secondo grado... e siamo fiduciosi per il terzo. La Corte dei Conti non ci ha contestato nulla, ha solo chiesto “vuoi rispondere a quello che abbiamo domandato?”. Lo ripeto: siamo in regola, abbiamo osservato un comportamento virtuoso ed abbiamo aumentato le entrate in alcuni casi di 6 volte.

Chiarimenti e spiegazioni che dovrebbero mettere tutti d'accordo: ovunque sia diretta la città, la strada da percorrere per allontanarsi dai problemi non sarà breve. 

Letto 1166 volte Ultima modifica il Martedì, 25 Novembre 2014 00:45