Lunedì, 10 Novembre 2014 19:41

IL CASO - Tagli del governo ai patronati. A Taranto si prepara la protesta In evidenza

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A pagare saranno solo i cittadini che non avranno più garantito il diritto di avere prestazioni gratuite per la richiesta di prestazioni previdenziali,  socio assistenziali e tutela infortunistica e malattie professionali sui luoghi di lavoro, la richiesta di assegni di sostentamento alla famiglia, o la domanda per ricevere la pensione.

La Legge di stabilità del Governo Renzi taglia di 150 milioni di euro proprio il fondo destinato ai patronati e così gli uffici di assistenza sociale, per effetto della spending review, saranno costretti a cancellare servizi e postazioni di lavoro.

In un unico colpo scompare un servizio gratuito che sopperiva al mancato turn over della pubblica amministrazione e con esso scompaiono anche posti di lavoro (in tutta la Puglia si stima potrebbero essere circa 300 solo nel circuito dei centri CE.PA – Centro Patronati che riunisce gli sportelli di CGIL, CISL, UIL e ACLI).

La denuncia parte da Taranto con forza. Tanto che a partire dalla prossima settimana sono previsti sit-in e manifestazioni di protesta che potrebbero mandare in tilt  anche la macchina pubblica di Inps e Inail.

 I responsabili dei patronati Inca-Cgil, Iinas-Cisl, Ital-Uil e del patronato Aclidi Taranto, in stretto rapporto con le strutture provinciali di riferimento, stanno  predisponendo un calendario di iniziative che tendono a sensibilizzare l’opinione pubblica, anche attraverso la raccolta di firme per una petizione che chiede il ripristino di un servizio penalizzato da un provvedimento che gli stessi giudicano “anticostituzionale”.

Si tratterebbe infatti di un taglio operato discrezionalmente su un servizio di garanzia dei cittadini pagato dagli stessi lavoratori. Il fondo per il contributo ai patronati è infatti sostenuto dai versamenti  dei 21 milioni di lavoratori italiani e non appartiene al bilancio autonomo dello Stato.

Per rendere note tutte le iniziative che si metteranno in atto e illustrare la petizione contro il provvedimento dello Stato martedì 11 novembre, alle ore 11,00, nella sede della Cgil di Taranto, in via Dionisio, si svolgerà una conferenza stampa.

All’incontro parteciperanno per la Cgil, il segretario generale Giuseppe Massafra e il direttore dell’Inca, Salvatore Urselli; per la Cisl, il segretario generale Daniela Fumarola e il direttore dell’Inas, Salvatore Dinoi; per la Uil, il segretario generale Luigi Turi e il direttore dell’Ital Amalia Taranto; per le Acli, il vicepresidente vicario Giuseppe Mastrocinque e il direttore Antonio Venerito.

Oltre a Taranto iniziative di mobilitazione e protesta sono previste a Martina Franca, Grottaglie, Manduria e Castellaneta.

 

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