Mercoledì, 08 Ottobre 2014 19:26

OPERAZIONE ALIAS - Prc chiede le dimissioni della giunta Stefàno In evidenza

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E’ esplosa l'altro ieri la bomba giudiziaria innescata dalla Dda di Lecce, che ha portato all’arresto di 52 persone accusate di reati gravissimi, che vanno dall’omicidio all’estorsione, dal traffico di droga all’associazione a delinquere di stampo mafioso. La notizia, secondo il circolo "Peppino Impastato" di Rifondazione comunista, non interessa esclusivamente le pagine di cronaca nera, ma irrompe con violenza nel dibattito politico tarantino, sia per l’arresto dell’ex consigliere comunale Fabrizio Pomes, "sia per le inquietanti ombre che tale vicenda getta sull’operato della già agonizzante amministrazione comunale. L’”incauto” affidamento del circolo sportivo “Magna Grecia” (del quale Pomes è stato fino a poco tempo fa presidente) a determinati soggetti, senza nemmeno passare per il doveroso vaglio di una gara pubblica, rappresenta non solo un episodio emblematico di gestione scriteriata del bene pubblico (tanto da indurre lo stesso procuratore Cataldo Motta ad esprimere pesanti giudizi sulla “leggerezza” dimostrata in tale occasione dal Comune di Taranto), ma anche un rumorosissimo campanello di allarme su tutta una serie di rapporti poco chiari tra determinate consorterie e chi ha avuto in questi anni la responsabilità di amministrare la città. Episodio emblematico e certamente non inedito, - prosegue il circolo Impastato - se si pensa alla pregressa gestione dei casi Cimino e Giardini Virgilio, solo per citare i più eclatanti. A tanto si aggiunga che tra gli arrestati figura Michele De Vitis, marito del consigliere comunale Pina Castellaneta, eletta tra le file di AT6 e recentemente passata al Nuovo Centro Destra di Alfano e Ferrarese, nonché il coinvolgimento nelle intercettazioni telefoniche di altri consiglieri comunali, fino a poco tempo fa rappresentanti della maggioranza che sostiene il sindaco Stefàno. Siamo certi che il prefetto di Taranto vaglierà col massimo del rigore l’eventuale sussistenza dei presupposti richiesti dalla legge per lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni malavitose, ma quello che emerge dalla vicenda è l’innegabile fallimento sul piano politico (prima che giudiziario) di questa amministrazione comunale, che - conclude il circolo Impastato - con tutta evidenza non è riuscita a scrostare dal tessuto di questa città i torbidi grumi di potere che credevamo di poter cancellare all’inizio di questa esperienza di governo. Le dimissioni di questa giunta comunale sono ormai indifferibili, per provare a dare quanto prima un segnale di svolta decisa ad una città già stremata da crisi di ogni tipo".

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