Lunedì, 15 Settembre 2014 12:19

GIUSTIZIA - Fp Cgil: "La riforma distrugge Taranto" In evidenza

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La Funzione pubblica della Cgil si prepara a proclamare lo stato di agitazione del personale degli uffici giudiziari di Taranto perchè la riforma della Giustizia messa in campo dal ministro Andrea Orlando è una riforma "che distrugge Taranto".

Infatti, fanno presente i segretari Mino Bellanova, Lorenzo Caldaralo e Mimmo Sardelli, nel pacchetto di riforma della Giustizia, presentata nel CdM del 29 agosto scorso, è prevista la soppressione di alcune Corti di Appello: il Governo, in nome di esigenze di razionalizzazione e al fine di rispettare presunti standard minimi di efficienza, chiederà la delega al Parlamento per ridurre i distretti di Corte di Appello, dagli attuali 26 a 20, con la soppressione delle sedi distaccate, tra cui quella di Taranto. "In realtà, - spiegano Bellanova, Caldaralo e Sardelli - tali tagli metterebbero in discussione il diritto alla giustizia da parte dei cittadini e, contestualmente, potrebbero determinare un probabile trasferimento “coatto” di centinaia di lavoratori, con le inevitabili conseguenze sul piano economico e famigliare".

Preoccupazioni, quelle della Fp-Cgil, che si fondano su dati oggettivi "che dimostrano che i carichi di lavoro sono talmente elevati da non giustificare in alcun modo la soppressione. A titolo meramente esemplificativo, si fa presente che le pendenze della locale Corte sono, al 31 dicembre 2013, pari a  4.117 procedimenti nella sezione civile ed a 2.169, nel settore penale; e sono state celebrate n° 114 udienze penali e n° 190 udienze civili. Inoltre, - aggiungono i tre segretari - la soppressione della corte d’appello, sede distaccata di Taranto, porterebbe alla chiusura anche di altri uffici giudiziari, quali la Procura Generale, il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale per i Minorenni e la relativa Procura anche se questi ultimi, a loro volta, sono coinvolti nel progetto di istituzione del “Tribunale per la Famiglia”. E’ appena il caso di segnalare che tali dati sono pressocchè equivalenti a quelli della Corte di Lecce e addirittura superiori a quelli di altri distretti quali(vedi ad esempio: Potenza e Campobasso)".

Ora, è il ragionamento che fanno Bellanova, Caldaralo e Sardelli, se il progetto di riforma andasse in porto, comporterà "da un lato un notevole aumento della durata dei processi civili e penali,(in quanto i relativi procedimenti andrebbero ad ingolfare ancora di più la sede di Lecce), dall’altro costringerebbe tutti gli utenti ed i lavoratori del servizio giustizia, ad accollarsi continui trasferimenti con relativo aggravio di spese".

Ecco perchè il sindacato di categoria della Cgil a breve  proclamerà lo stato di agitazione del personale interessato, rendendo pubblici "gli ulteriori dati che confermano l’irragionevolezza di tale prevista soppressione (che va proprio nel senso opposto a quanto il governo si era impegnato a fare, relativamente alla celerità dei processi). Naturalmente si inviteranno le forze sociali e i rappresentanti istituzionali - concludono Bellanova, Caldaralo e Sardelli - a svolgere un ruolo fattivo in questa battaglia che vuole vedere la salvaguardia dei diritti dei cittadini, compreso il diritto ad ottenere giustizia in tempi certi". 

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