Sabato, 17 Gennaio 2026 15:07

EX ILVA-TARANTO/ Si accentua crisi, 2 imprese verso 274 licenziamenti In evidenza

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Si accentua la crisi di alcune imprese dell’indotto ex Ilva di Taranto che già sul finire dell’anno scorso hanno annunciato procedure di licenziamento. É il caso della Pitrelli, per 56 addetti, di cui nelle scorse ore, dicono i sindacati, é stato confermato il licenziamento, e della Semat Sud che vuole cessare le attività svolte a Taranto licenziando 218 addetti per i quali a marzo terminerà la cassa integrazione.

Sulla crisi Pitrelli, prende posizione la Uilm dichiarando che “si è concluso con un mancato accordo l’incontro presso Arpal Puglia in merito alla procedura di licenziamento dei 56 lavoratori dell’azienda Pitrelli srl. Non saremo mai complici di chi mette per strada le famiglie - sostiene la Uilm -. È inaccettabile che i lavoratori che hanno svolto attività di manutenzione garantendo per anni la continuità produttiva dello stabilimento ex Ilva grazie al patrimonio di competenze acquisite, siano oggi sacrificati. Inoltre, il fermo delle batterie trascinerà con sé una parte importante delle attività lavorative dei lavoratori dell’ indotto, rischiando di innescare una pioggia di richieste di cassa integrazione e ulteriori licenziamenti collettivi in altre aziende”. 

Secondo la Uilm, “Taranto non può più pagare il prezzo di un'assenza di scelte istituzionali che stanno trasformando sempre più il territorio in un deserto occupazionale dove vige la rassegnazione. Naturalmente - dice la Uilm - non abbiamo firmato nel rispetto della dignità delle persone coinvolte; dignità continuamente calpestata da chi continua a gestire una vertenza così drammatica e complessa a colpi di slogan e promesse disattese mentre si aggrava la condizione di isolamento e disperazione di tutti i lavoratori coinvolti”.

Per la Semat Sud, invece, i sindacati degli edili di Cgil, Cisl e Uil si sono rivolti alla task force Lavoro della Regione Puglia - presidente Leo Caroli - chiedendo un incontro. “Semat Sud srl, controllata da Semat spa, azienda che opera all’interno dell’appalto ex Ilva di Taranto da oltre venti anni e che attualmente occupa 218 dipendenti, ha formalmente avviato in data 15.12.2025 la procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività, motivando tale decisione per il perdurare della situazione di instabilità e incertezza dello stabilimento siderurgico - si dice nella lettera alla task force -. Le organizzazioni sindacali, unitamente alle Rsu - prosegue la lettera delle sigle edili alla Regione Puglia - hanno chiesto alla società di ritirare la procedura e di individuare congiuntamente misure di salvaguardia occupazionale in attesa dell’auspicato rilancio industriale e ambientale dell’ex Ilva di Taranto, senza riscontrare disponibilità da parte di Semat Sud”. Si chiede quindi “la convocazione di un incontro presso il comitato Sepac affinché si scongiuri il licenziamento di 218 lavoratori della Semat Sud”. 

    

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