“Con due altiforni in funzione, l’azienda a Taranto potrà produrre al massimo 4 milioni di tonnellate il prossimo anno”. Lo ha detto Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria nell’incontro al Mimit, presieduto dal ministro Adolfo Urso, con le istituzioni della Puglia e di Taranto. Incontro che è seguito a quello delle istituzioni liguri. Erano presenti il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, i sindaci di Taranto, Piero Bitetti, e di Statte, Fabio Spada, e il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano.
Secondo quanto riferiscono fonti partecipanti al tavolo ministeriale per Taranto, “Acciaierie ha spiegato le manutenzioni che si stanno facendo sugli altiforni anche alternandoli tra loro. L’altoforno 2 - è stato annunciato - completerà il revamping a metà gennaio e poi sarà fermato l’altoforno 4, che attualmente è l’unico modo in marcia in fabbrica”. Non si sarebbe parlato nella riunione dell’altoforno 1, per il quale nei giorni scorsi l’azienda ha presentato istanza di dissequestro alla Procura di Taranto. Quest’impianto al momento non può essere preso in considerazione dall’azienda ai fini produttivi sia perché occorre attendere il responso della Procura all’istanza di dissequestro, sia perché la rimessa in marcia di questo altoforno si presenta complessa. “L’azienda, quindi, va gestita sapendo che al massimo si possono produrre 4 milioni di tonnellate - é stato detto oggi da Acciaierie - e si prendono pertanto ordini per 4 milioni di tonnellate”. Inoltre, anche con il dissequestro occorrerebbero almeno 7-8 mesi prima di ripristinare la funzionalità dell’altoforno 1, considerato che la parte superiore è piena della carica dei minerali e di coke e quella inferiore, il crogiolo, è piena di ghisa, che non si può più colare, non essendo più liquida”.
Acciaierie aveva chiesto di svuotare l’impianto ma a suo tempo - il sequestro è scattato per un incendio alle tubiere avvenuto il 7 maggio - questa operazione non é stata consentita dall’autorità giudiziaria. Nel vertice si é anche parlato di reindustrializzazione e di nuovi investimenti concentrandosi sulle aree che all’interno dell’ex Ilva potrebbero liberarsi per effetto della decarbonizzazione e della modifica del ciclo produttivo, dagli attuali altiforni ai futuri forni elettrici.

