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Giornale di Taranto - EX ILVA-TARANTO/ Valutazione impatto sanitario di Adl su produzione annua di 6 mln di tonnellate: meno malattie e mortalità
Lunedì, 24 Giugno 2024 07:55

EX ILVA-TARANTO/ Valutazione impatto sanitario di Adl su produzione annua di 6 mln di tonnellate: meno malattie e mortalità In evidenza

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Meno malattie e mortalità. Netta riduzione dei rischi e delle conseguenze per la salute pubblica. È il dato che emerge dalla Valutazione di impatto sanitario che Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha predisposto e consegnato al ministero della Salute. È una Vis post operam, cioè calcolata in riferimento a una produzione annua di acciaio di 6 milioni di tonnellate, quella autorizzata dall’Aia per l’ex Ilva, ma sulla base degli interventi ambientali fatti. Diversa, quindi, dalla Vis precedente, che é ante operam, cioè riferita a prima degli interventi. 

 In particolare, dice lo studio Vis, per l’area di Taranto “dal confronto tra i due assetti emerge una notevole riduzione dei DA per 10.000 abitanti”. La sigla DA sta per decessi attribuibili. A Taranto - secondo la Vis di AdI - si registra un regresso del 38-40% circa per la mortalità da cause naturali, fino al 7% per la mortalità da tumore al polmone, 20-43% per la mortalità da malattie cardiovascolari, fino al 13% per la mortalità da malattie respiratorie. Per il quartiere Tamburi, poi, che é il rione a ridosso della fabbrica, “dal confronto tra i due assetti emerge una notevole riduzione dei DA per 10.000 abitanti. In particolare: -39-51% circa per la mortalità da cause naturali, -5-40% per la mortalità da tumore al polmone, -18-41% per la mortalità da malattie cardiovascolari, -12-50% per la mortalità da malattie respiratorie”. Per l’approccio tossicologico cancerogeno, la Vis di AdI dice che “i valori massimi di rischio fuori il perimetro dello stabilimento siderurgico risultano inferiori alla soglia di rischio cancerogeno inalatorio sia nell’assetto ante che post operam per l’area di Taranto e il quartiere Tamburi“. E quindi “si assiste nel passaggio dall’ante operam a quello post operam a una significativa diminuzione del rischio pari a circa il 37% nel caso dell’area di Taranto e al 42% nel caso del quartiere Tamburi”.  La Vis per Acciaierie l’hanno redatta Alfonso Cristaudo, già ordinario di Medicina del Lavoro all’Università di Padova e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina Preventiva del Lavoro, e Annalisa Romiti, ingegnere, della società Icaro. 

Ora il ministero della Salute farà le sue valutazioni. La scelta di fare la Vis su 6 milioni di tonnellate, e di pensare a predisporne una anche su una produzione a 8 milioni, l’hanno presa i commissari di AdI, Fiori, Quaranta e Tabarelli. Che l’hanno definita un segnale di confronto e di collaborazione verso le istituzioni centrali e locali unito al ritiro dei contenziosi legali aperti dalla precedente gestione di AdI (quella dell’ex ad Lucia Morselli) proprio sul tema ambientale e sulla Vis in particolare.“Lo scenario alla base del presente studio si riferisce a uno scenario post operam per una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio all’anno” scrivono Cristaudo e Romiti, ma “è stato ritenuto opportuno far riferimento anche allo scenario emissivo dello stabilimento connesso a una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio anno, antecedente alla completa attuazione degli interventi di adeguamento ambientale”.