Mercoledì, 16 Luglio 2014 08:30

TARANTO - La vita e la libertĂ .. Un commento di Monica Arcadio dopo l'efferrato omicidio dell'ing. Aldo Pignatale In evidenza

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L'omicidio efferato di un brillante ingegnere tarantino lascia sgomenti. Lascia sgomenti perchĂ© è stato assassinato come un animale per mano di un balordo, tossicodipendente, folle che non ha rispetto nemmeno della sua stessa vita.  
Cataldo Pignatale  poteva essere e può essere ciascuno di noi..perchĂ© ciascuno di noi può essere avvicinato da un soggetto del genere e minacciato con un coltello o con qualsiasi altra arma. Non voglio neppure immaginare cosa abbia potuto provare in quei momenti

Aldo Pignatale, cosa può aver pensato o detto a quel balordo che lo teneva sotto tiro con un coltello. Il tentativo disperato di sfuggire alla furia omicida, alla follia, alla morte. Una fine drammatica che porta a delle riflessioni. E ancora una volta porta dritto a pensare a tutti quegli investigatori che indagano e portano a casa risultati che poi vengono mandati in frantumi da un sistema giudiziario che non riesce a dare delle risposte reali e concrete, che non riesce a fornire garanzie ai cittadini..qualche giorno fa parlavo proprio con uno dei tanti rappresentanti delle forze di polizia e ho capito che, nonostante ce la mettano tutta per portare a termine il loro lavoro, in tanti sono demotivati, sconfortati, soli con i loro ideali..quegli ideali che ancora resistono..nonostante tutto..

La vicenda di Pignatale deve far capire a chi di competenza che non c'è riabilitazione che tenga per soggetti come l'assassino del professionista. Credo che neppure il più garantista dei giudici possa consentire che un pazzo, violento, pericoloso socialmente, cocainomane, resti a piede libero. Le misure alternative al carcere con questi individui non funzionano..sono marci nell'animo e ormai su una strada di non ritorno..e solo per un caso fortuito nel 2009 quella prostituta nigeriana, aggredita violentemente dalla stessa persona che ha barbaramente ucciso Pignatale, non morì sotto le coltellate infertegli a spalla e volto. No, mi dispiace dirlo, ma non si può avere pietà in questi casi, non si può perdonare, non si può tentare il reinserimento..ci sono essere umani il cui marcio - purtroppo - resterà per sempre e se questo vuol dire ammazzare senza se e senza ma con inaudita violenza come si può pensare positivo???.. Solo una cosa..mi auguro che chi ha la responsabilità delle decisioni sulla libertà di individui del genere sappia cosa è meglio..non per la vita del soggetto interessato ma per quella di esseri umani che vivono una vita normale..

Letto 2098 volte Ultima modifica il Mercoledì, 16 Luglio 2014 08:34